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14 dicembre 2015

Se vi chiedono dell'Islam...

Rispondete. Sempre. Non vi offendete, non la prendete a male, non crediate che sia necessariamente una provocazione derivata da ciò che la gente ascolta dai media soprattutto in questi ultimi tempi. Non pensate che "Siamo nel 2015, possibile che la gente ancora non abbia capito chi siamo e in che cosa crediamo?" perchè effettivamente - è incredibile, lo so - è così. La gente non sa. La gente ha paura. La gente vi guarda di traverso perchè non vi conosce, non vi capisce e soprattutto non ha la minima idea di chi sia Allah l'Altissimo (che in molti credono sia un altro "dio" inventato da Muhammed, pace su di lui), che cosa ci sia scritto nel Sacro Corano e non sa che Muhammed* era un Profeta esattamente come lo era Gesù.

Due giorni fa mi è stato detto, a seguito di una bellissima e spirituale conferenza tenuta dalla mia associazione "Non immaginavo che fosse così, la vostra religione. Non pensavo che Gesù e Maria avessero anche per voi questa grande importanza". E la persona che me lo ha detto non era di certo nè islamofoba nè ottusa. Anzi. E' una persona che vive nel mondo d'oggi, che ha a che fare con moltissimi individui quotidianamente, di diversa estrazione e nazionalità, essendo commerciante, e credo anche con moltissimi musulmani.

Eppure non sapeva, non immaginava. Magari ci osservava da lontano, o con alcuni di noi può aver preso un caffè e fatto due chiacchiere, ma forse ci pensava come adoratori di un qualcosa di esotico e distante, quando invece molto più semplicemente la radice della fede è sempre e sempre sarà una e unica, quella che deriva del Solo Creatore di tutto ciò che esiste.

Mi è parso strano che non sapesse; forse dò per scontato che, come me, anche i miei connazionali conoscano, almeno a grandi linee, ciò di cui si parla ormai da decenni. Invece...

L'Islam in televisione è sempre presente oramai, ma chi parla della dottrina? Chi parla del nostro Profeta*, di cosa ha detto, di cosa ci ha insegnato? Del nostro Libro ne parlano, ma come? In maniera pretestuosa e a dir poco superficiale (per non dire a volte offensiva e addirittura blasfema...) senza magari averlo mai aperto nemmeno una volta.

E quindi tocca ancora una volta a noi, adesso più di prima, dover sorridere rispondendo alle domande più astruse, ma sorridere non con condiscendenza, ma con tenerezza. Perchè molti di noi un tempo forse erano così, disinformati o misinformati... Io stessa lo ero, e non voglio dimenticarmene. E se non ci fosse stato chi avesse pazientemente risposto alle mie testarde obiezioni e alle mie strampalate domande non avrei capito, non avrei saputo. E non avrei amato Dio come Lui merita di essere amato.

Lo scopo comunque è quello di presentare il vero Islam agli altri, non di convertire chicchessia. Perchè la conversione non è cosa che ci appartiene o ci spetta. I cuori appartengono a Dio, ed è Solo Lui che li dirige dove vuole. Ma la corretta informazione sì. E' una fra le nostre responsabilità di credenti. Se c'è chi per causa della nostra indolenza mantiene un errato pregiudizio sarà anche colpa nostra.

Andiamo quindi verso l'altro con benevolenza e pazienza, e continuiamo soprattutto a mantenerci saldi nel nostro essere musulmani, praticando al meglio delle nostre possibilità e sforzandoci di migliorare ogni giorno di più. Perchè anche se non sapremo rispondere a complicate domande filosofiche, perlomeno potremmo dire "Ecco, l'Islam è quello che io sono".

AlhamduliLlah.

13 maggio 2014

A proposito del rapimento delle ragazze nigeriane, e di tutte le altre donne come noi.

Da Associazione Donne e Mamme Musulmane Onlus

Dato che, giustamente, ci hanno chiesto di dire la nostra sulla questione lo facciamo con senso del dovere e di giustizia, che riteniamo fondamentali nella nostra vita di credenti musulmane soprattutto quando ci rivolgiamo pubblicamente a chi non ci conosce.

 Ci preme innanzitutto sottolineare che senza ombra di dubbio condanniamo ciò che sta accandendo alle liceali rapite, alle quali doneremo le nostre preghiere, i nostri pensieri, le nostre speranze affinchè vengano liberate il più presto possibile.

 Oltre ciò è come minimo doveroso dichiarare ad alta voce che l’Islam con tutto ciò NON HA NIENTE A CHE FARE NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA. L’Islam vieta il rapimento, la tortura, la violenza, la coercizione, l’obbligo di matrimonio e di conversione nei confronti di chiunque, uomini e donne.

 E’ un grave peccato tutto ciò, che non è giustificabile in nessuna maniera e che mai nessun VERO credente musulmano potrebbe mai accettare o tollerare. Proprio di recente autorità religiose islamiche note a livello mondiale hanno condannato quel che sta avvenendo, dichiarandolo come estraneo ai nobili insegnamenti dell’Islam. Si tratta del mufti (autorità che ha titolo per emettere verdetti giuridici) dell’Arabia saudita Abd El Aziz Al Shaikh, che ha dichiarato i componenti del gruppo Boko Haram come dei “deviati” che infangano l’immagine dell’Islam, di Al Ahzar, Egitto, una delle università islamiche e centro religioso fra i più conosciuti e attivi al mondo e di varie altre realtà.

 Detto questo, ci preme però anche ricordare tutte le altre donne che in questo preciso momento a loro volta stanno patendo degli immaginabili soprusi, come le donne siriane, le quali vengono stuprate, torturate, uccise e utilizzate a piacimento come “bottino di guerra” da chi sfrutta la situazione per sfondare il muro della ribellione contro la dittatura di Al Assad.

 E le donne palestinesi, oramai “fuori moda” e quasi dimenticate dai media, che però ogni giorno continuano a lottare per la sopravvivenza loro e dei loro figli in un territorio che giorno dopo giorno viene sottratto loro da sotto i piedi, e in case che da un momento all’altro non si ritrovano avere più.

 E le donne e ragazze musulmane birmane di etnia Rohingya, che vengono stuprate e torturate, discriminate in quanto minoranza e costrette a diventare buddhiste contro la loro volontà, le quali non sono state nè dimenticate nè messe da parte dai media mondiali: non vengono considerate proprio.

 E tutte le altre donne, quelle incarcerate ingiustamente a causa dei loro familiari, allontanate per anni dai loro figli e dai loro cari che pagano per colpe che non hanno, quelle che sono costrette a lavorare fin da bambine, che subiscono il turismo sessuale da parte di ricchi pervertiti perchè povere e disperate, costrette a diventare donne saltando del tutto l’infanzia per poi invecchiare e morire malate, sole e dimenticate da tutti magari già a 40 anni.

 Per poi arrivare qui, nella nostra Italia, dove vediamo donne disperate sui barconi della speranza in cinte, malate, debilitate dalla fatica stremante del viaggio che qualcuno vorrebbe non assistere quando si avvicinano alle coste italiane con il loro povero fagotto contenente i loro pochi averi di una vita e il peso di una vita inenarrabile sulle spalle.

Le campagne anti violenza et similia ben vengano, ma devono essere perpetrate nel tempo e dedicate a tutti coloro che ne hanno bisogno, non è giusto che diventino una moda del momento che poi, finita l’emergenza più eclatante, finiscano nell’oblio di chi ha una vita fortunatamente agiata tra divano, computer e tv.

Questo non sarebbe giusto nemmeno per queste povere studentesse nigeriane che necessitano di vero aiuto e di vera compassione, non di slogan o pietà a tempo determinato.

 L.A.B.

11 agosto 2012

Islam italiano in televisione

Ho letto sul profilo Facebook del fratello Usama questo messaggio:

"Stasera alle ore 21.00 sul canale RTB programma televisivo "...alla Luce"
Primo programma sull'Islam interamente in italiano.

Il programma sarà sul digitale terrestre, Sky e internet.

Domenica alle 14 la replica.

Mio ospite sarà il fratello Musa Cerantonio.

Non mancate all'appuntamento!"

Ovviamente non potevo non diffonderlo... Buona visione!

Canale web (in diretta streaming)

Frequenze (digitale terrestre)

Frequenze (satellitare)

25 luglio 2012

Dott. Gabriele puri: come mantenere il metabolismo attivo durante il Ramadan?

Fonte

Salve a tutti, volevo porre una domanda: io pratico molta attività fisica (4 o 5 volte a settimana, di cui 3 palestra e 2 corsa) mi alimento bene solo che in questo periodo nella mia religione (Islam) ci sarà il Ramadan, digiuno dall'alba al tramonto e mi chiedevo se non vado a rallentare il mio metabolismo? Prima dell'alba faccio un pasto ricco e completo e bevo molta acqua, poi digiuno totale fino al tramonto per poi fare una cena ricca di frutta e verdura, proteine un po' di carboidrati e molta acqua. Secondo voi in questo modo si rallenta il metabolismo? Grazie.

Risposta

Gentilissimo Lettore,
il Ramadan è un periodo di grande importanza nell'Islam vissuto con fervore e partecipazione da moltissimi islamici. Visto in un'ottica puramente alimentare il Ramadan rappresenta senza ombra di dubbio una modalita? interessante di purificazione dell'organismo sia sul versante fisico sia sul versante psicologico.
Il digiuno prolungato, dall'alba al tramonto, lascia spazio alle naturali capacità di depurazione dell'organismo e permette di ridurre i livelli generali di infiammazione migliorando il quadro immunologico. Con qualche semplice indicazione è possibile ottenere il meglio da questo periodo.

Prima di tutto, come già ben fai, è importante bere molto prima dell'alba e poi subito dopo il tramonto. Una corretta idratazione è fondamentale per mantenere in equilibrio l'organismo sopratutto se il Ramadan cade durante l'estate come quest'anno. Prima dell'alba è necessario fare una ricca prima colazione completa di tutto. La prima colazione è il pasto più importante della giornata. Dopo il digiuno notturno è fondamentale garantire al nostro organismo tutta l'energia che serve ad affrontare gli impegni della giornata e questo vale ancora di più se si prevede di digiunare per tutta la giornata.

Durante la colazione bisogna puntare l'attenzione sulla masticazione che deve essere lunga e accurata. In questo modo si dà possibilità all'organismo di percepire con precisione quante energie stiamo assumendo dando un'importante segnale di benessere e tranquillità al nostro corpo. Con una masticazione troppo frettolosa non ci rendiamo conto di quanto stiamo mangiando e di conseguenza perdiamo un feedback fondamentale sulle reali necessità del nostro organismo. Inoltre un'attenta masticazione favorisce la digestione degli alimenti migliorando la disponibilità di vitamine, minerali e amminoacidi essenziali.
Se la colazione deve prevedere una quota equivalente di carboidrati (integrali) e proteine, la cena deve puntare maggiormente sulle proteine. Dovrebbe essere fatta subito dopo il tramonto lontana dal riposo notturno. La digestione e il sonno sono due processi estremamente dispendiosi sul piano energetico per l'organismo e la loro contemporaneità rischia di disturbare sia il sonno che la digestione. In un periodo particolare come il Ramadan la digestione e il sonno vanno curati con estrema attenzione. Frutta e verdura non devono mai mancare sia per un sensato apporto di microelementi si per quanto riguarda il sostegno all'idratazione.
In tutto questo una modica attività fisica è consigliata ma deve essere svolta con cautela. Il movimento permette di apprezzare con maggior intensità le sensazione di questo importante periodo di depurazione ma non deve per nessuna ragione essere massimale. Una passeggiata a passo svelto o per i più allenati una corsa leggera di 30 minuti è più che sufficiente per un corretto stimolo metabolico.
Non ci resta che dire “Ramadan karìm” (“Ramadan è generoso” riferendosi ai benefici dell'astinenza).

20 maggio 2012

Non c'è più religione.

Fonte

Non c’è più fede. Non ci sono più valori. Non c’è più lo Stato che difende gli inermi cittadini, non ci sono più i cittadini che quando lo Stato non li difende si tirano su le maniche e cercano di cambiare le cose. Non ci sono più persone che lottano per ciò che è giusto, non c’è più giustizia.

I suicidi dei disoccupati, disperati, senza più speranza per il futuro, la bomba di ieri a Brindisi, che è andata a colpire il cuore e l’anima del paese, rappresentata dalla sua gioventù e dalla vita innocente di Melissa Bassi e degli altri giovani che sono rimasti feriti, e tutto il resto del paese che si guarda intorno, sperso nei suoi pensieri ed egoismi, che non sa più che dire e come agire sono sintomi tangibili di tutto ciò. Perchè forse non è stato insegnato alle persone il grande valore della spiritualità, perchè non riescono più a capire qual’è il modo giusto per cambiare le cose, perchè non alberga più Dio nel loro cuore e allora tirano avanti alla meno peggio seguendo il proprio intelletto o istinto che dir si voglia. Ma l’intelletto e l’istinto da soli non bastano.

A questi livelli non ci si sarebbe arrivati se la morale comune fosse stata ancora alta. Se la religiosità, quella vera, continuasse ad albergare nei cuori degli uomini rendendoli giusti, migliori, propositivi. In molti, troppi, se ne fregano di ciò che accade agli altri. Non importa alle persone che stanno magari un pochino meglio che il loro vicino stia soffrendo. Perfino oggi stesso, in un supermercato dove vi era un’associazione che raccoglieva generi alimentari per i malati terminati di tumore, è toccato sentir dire da una donna che stava pagando alla cassa “Hanno ancora il coraggio di chiedere ai tempi di oggi!”, alla quale l’istinto primordiale di una persona moralmente retta avrebbe avuto il desiderio di rispondere “Vorrei vedere te cosa faresti se fossi una malata terminale e nessuno ti considerasse…”. Ma non avrebbe comunque capito, perchè a lei, come a molti altri, interessa solo avere la sua di pancia piena e il resto del mondo che si impicchi.

Sì, se la religiosità fosse ancora il valore di fondo di questo paese lo Stato non opprimerebbe i suoi più deboli cittadini per tappare i buchi causati da ladri, opportunisti, approfittatori che fino a poco fa erano (sono?) al suo interno e che hanno succhiato tutto ciò che era possibile dalle sue casse e dai fondi pubblici. Perchè lo Stato sarebbe giusto, e proteggerebbe gli indifesi, non i forti.

E se fosse ancora importante non accadrebbe che le mostruosità che tutt’ora avvengono in Siria, in Palestina, venissero totalmente snobbate dai più per il semplice fatto che sono distanti, lontane… Ma poi sono anche distanti e lontane le persone che ci vivono accanto? Sono distanti e lontane le nostre dirimpettaie pensionate che, abbandonate dalla loro stessa famiglia spesso muoiono nella loro casa sole, rimanendovi per giorni e giorni fino a che la puzza dei loro cadaveri non appesta il condominio in cui è sita?

Sono forse lontani i ragazzini che al di fuori della scuola fumano “canne” davanti ai genitori degli altri alunni o che importunano i più piccoli o i più deboli senza che nessuno si preoccupi di dar loro una sgridata o di avvisare i rispettivi genitori?

Davvero, non c’è più religione e non c’è più moralità. C’è solo egoismo e menefreghismo. Perchè se ci fossero l’Italia non andrebbe così a rotoli, non ci sarebbe tutta questa corruzione, questo senso di paura, tristezza ed oppressione collettivi, questo diffuso desiderio di morire o questa quasi totale insensibilità emotiva che permette di potersene fregare di tutto ciò che ci circonda.

Ma l’essere umano non è nato per essere indifferente. E’ stato creato con sentimenti ed emozioni proprio perchè questi lo spingano ad agire per aiutare i propri simili nei momenti di sofferenza. Ma questo lo insegna la fede. Se questa non c’è non ci si può aspettare null’altro che i livelli di abominio dei quali tutt’oggi siamo spettatori.

Solo la forza morale che proviene da Dio può salvare l’umanità, ma l’umanità da quell’orecchio non ci sente o non ci vuol sentire. Per questo motivo si sta tramutando… In dis-umanità.

11 maggio 2012

Emergenza siccità Africa: un sms al 45594 può salvare una vita...

Dall'11 al 30 maggio 2012 manda un sms al 45594 da cellulari privati TIM, Vodafone, 3, Poste Mobile, Tiscali, Noverca, CoopVoce (costo: 1 euro), o chiama lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb, TeleTu, Tiscali (costo: due euro), contribuisci con poco a combattere la siccità nel Ciad e a dissetare migliaia di persone che hanno bisogno del tuo aiuto...

23 aprile 2012

Da Khadija a Lorella (Cuccarini...)

Lettera inviata da una sorella italiana alla nota showgirl Lorella Cuccarini in seguito alla trasmissione andata in onda ieri, Domenica 22 Aprile 2012, che trattava il tema dei matrimoni misti. Lettera che, ovviamente, condivido appieno.

"Buonasera Sig.ra Cuccarini, le scrivo dopo aver visto la puntata odierna sui matrimoni misti. L'ho sempre stimata e apprezzata per il suo lavoro, per la sua genuinità, per il suo amore per la famiglia che ha sempre trasmesso attraverso le schermo e soprattutto per la sua eleganza sempre pacata mai eccessiva e volgare.

L'ho sempre ritenuta una donna molto intelligente, schietta e forte caratterialmente tanto da non farsi mai mettere i piedi in testa in qualsiasi contesto l'abbia vista partecipare, lei dirà, "vabene arriva al punto"...il punto è quello che ho visto oggi in tv. Io sono italiana nata da genitori italiani e ritornata all'islam da circa 3 anni, sposata con un uomo marocchino da 6 anni ma stiamo insieme da circa 13 anni, ho 2 splendide bambine Sofia e Maryam e per questo mi sono sentita molto offesa da quello che ho visto oggi nella sua trasmissione, in cui fra l'altro noi musulmani non abbiamo avuto la minima possibilità di replica, tranne quel pover fratello "l'imam" che doveva lottare contro tutto e tutti per far capire a chi in realtà non ha nessuna voglia di capire, quali e quante sono le nostre ragioni.

Una piccola minoranza rispetto al resto del pubblico, autori, ospiti e lei stessa che ahimè erana palesemente schierata contro questi musulmani cattivi, arroganti, prevaricatori, violenti e chi più ne ha più ne metta. Ma insomma quando la smetterete di accanirvi contro di noi? Quando? Non voglio sminuire le storie di quelle povere donne a cui è stato tolto un figlio o quelle povere donne che quotidianamente subiscono violenze dai loro mariti ma questo cosa c'entra con l'islam? Cosa? Solo perchè chi compie questi atti disumani è musulmano allora tutti i musulmani sono dei b..., quante sono le donne dell'est Europa che rapiscono i loro figli e li portano nei loro paesi? Quante? E perchè non avete parlato di loro? Perchè sempre ad accanirvi contro una religione in cui la moglie e la donna sono considerate il perno su cui ruota la famiglia e quindi tutto il resto? Perchè?

Sa Sig.ra Cuccarini c'è un detto del nostro amato profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui) che dice: "Il paradiso è sotto i piedi delle madri" pensi quanto possa essere importante nelle famiglia musulmana la mamma o la nonna o la bisnonna o comunque la donna in generale. Gli atti di questi signori che portano via i figli alle loro mamme non hanno niente a che vedere con la nostra religione anche se il messaggio che avete voluto far passare è stato proprio il contrario. Perchè quando a compiere atti vandalici in generale si dice il nome e poi musulmano e invece quando a compierlo è un italiano, un inglese, un australiano, un cinese non si usa lo stesso "aggettivo religioso"? Perchè? Sono certa che tutte queste mie domande non troveranno una risposta ma questa lettera era solo per farla riflettere su quanto oggi accaduto in una trasmissione televisiva pubblica che dovrebbe fare servizio pubblico in un paese di cui anche io ne faccio parte ma dal quale non mi sento per niente rappresentata perchè se è vero che siamo una piccola minoranza è anche vero che l'accanimento e il razzismo dei tempi di Auschwitz è ora additato e tacciato da voi "italiani" facciamo che non accada di nuovo con noi musulmani. Mi scuso per essermi dilungata ma mi sono sentita in dovere di difendere, anche se con un piccolo gesto, la minoranza che rappresento e di cui ne faccio parte orgogliosamente per io sono FIERA DI ESSERE MUSULMANA. Khadija."

27 gennaio 2012

Riflessioni di una italo-palestinese sul giorno della memoria.

Ed eccoci qua, come ogni anno. 27 gennaio: giornata della memoria.

Ecco, stamattina riflettevo e mi sono immaginata di essere a Gaza, pensavo ai miei suoceri, alle mie cognate e ai miei cognati, nonché a tutta la popolazione palestinese. E mi sono chiesta come reagirebbero se dicessi loro: fermatevi un attimo, fate un minuto di silenzio per le vittime della shoah.

Come potrebbero farlo quando quelle stesse vittime si sono trasformate in carnefici? Come potrebbero quando basterebbe loro guardare la loro casa e trovarvi i segni dei bombardamenti di “piombo fuso”? Quando basta andare a farsi un giro per Gaza e vedere case e zone completamente distrutte. Quando basta sdraiarsi la sera per andare a dormire e sentire il silenzio spaccato dai “zannana”, dicui parlava anche Vittorio Arrigoni, che sorvolano i cieli della città incutendo terrore al solo loro passare.

E ripenso ai bimbi che ho visto lì. Ripenso ai loro visi innocenti. Ripenso a quei due piccoli che rimarranno per sempre impressi nella mia memoria che usciti da scuola, zainetti azzurri dell’ unicef in spalla, si tenevano per mano. Ripenso a questi angioletti che hanno perso padri, madri, fratelli e sorelle. Ripenso che in ogni famiglia palestinese ci sono dei martiri.

Ripenso a “piombo fuso”. Ricordo ancora che quel 27 dicembre 2008 ero al convegno del GMI. Mi chiamò mio padre e tutto agitato mi disse “Stanno bombardando Gaza, chiama subito Awad”. Chiamai Awad, mio marito, e lo avvisai. Non riusciva a mettersi in contatto con la sua famiglia, probabilmente avevano tagliato le linee telefoniche. Furono giorni di panico. Non so se qualcuno può immaginare cosa significa avere la propria famiglia chiusa a Gaza, non potersi mettere in contatto con essa e non sapere cosa stia succedendo, non sapere se arriveranno vivi a fine giornata.

Il 31 mattina, verso le 7 ricevemmo una chiamata. Ricordo che ci svegliammo di colpo, in quelle situazioni si pensa sempre il peggio. Invece fu una bella notizia: il nipotino di mio marito era nato. Sotto le bombe, ma era nato e stava bene, grazie a Dio. Alhamdulillah.

Ritornando al giorno della memoria, si chiama così, della memoria, perché dovrebbe servire a ricordare, in modo che queste cose non accadano più. Ma ciò che fa male, è che queste stesse vittime si sono trasformate in carnefici, ed è questo che non riesco ad accettare. Al di là di ciò che è successo, che so benissimo che è stata una cosa orribile.
Forse i primi a dover riflettere dovrebbero essere proprio gli israeliani. Come potete fare le cose orribili che fate, dopo tutte le vittime che ci sono state tra gli ebrei? Come?

Come disse Primo Levi: "Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele."

Dovremmo fare che ciò che all’epoca della shoah molti non fecero: avere il coraggio di condannare e dire no, come vorrebbero quei morti nei lager. Avere il coraggio di condannare e dire no a tutte le ingiustizie, le carneficine, le violazioni di diritti umani che avvengono al giorno d’oggi.
Quindi anche per rispetto di questi morti, dobbiamo condannare le brutalità che avvengono. Facciamo sentire le nostri voci, facciamo capire che siamo consapevoli dello scempio che sta avvenendo in Palestina da quasi 64 anni, dei massacri da parte del dittatore assad in Siria nei quali sono morte circa 7000 persone e di tutto lo “schifio” che c’è al mondo.

Karima

01 gennaio 2012

Vota Vik Arrigoni come personaggio dell'anno.

Fratelli, sorelle, amici/e, lo so che magari conta poco e serve a poco agli occhi della gente, ma ridiamo dignità a quel grande uomo che è stato Vik (Vittorio Arrigoni, morto martire per la Palestina), dato che nè i mass media nè lo stato lo hanno fatto. Votatelo come personaggio dell'anno... Basta un click. E fate girare.

http://blog.panorama.it/italia/2011/12/23/italia-2011-vota-il-personaggio-dellanno-il-sondaggio/

Chi è onesto sa che questo è il minimo fra gli onori che avrebbe meritato e che nessuno ha avuto il coraggio di conferirgli.

Almeno noi, Restiamo Umani.

Lettera di una donna cristiana ad una donna musulmana - di Joanna Francis

Di Joanna Francis- Scrittrice, giornalista - USA

Tra l'assalto israeliano al Libano e la sionista "Guerra al Terrore", il mondo è ora al centro della scena in ogni casa americana.

Vedo la carneficina, la morte e la distruzione che hanno colpito il Libano, ma vedo anche dell’altro: vedo te!

Non posso fare a meno di notare che pressoché ogni donna che vedo porta con sé un bambino o ha dei bambini attorno a sé.

Vedo che, seppur abbigliati modestamente, la loro bellezza traspare ancora . Ma non è solo bellezza esteriore quella che ho notato.

Ho anche notato che provo qualcosa di strano dentro di me: provo dell’invidia. Mi sento malissimo per le orribili esperienze e i crimini di guerra che il popolo libanese ha subito, nel mirino del nostro nemico comune.

Ma non posso non ammirare la vostra forza, la vostra bellezza, la vostra modestia e, soprattutto, la vostra gioia.

Sì, è strano! Ma mi è parso che persino sotto i continui bombardamenti, sembraste più felici di quanto non lo siamo noi, perché voi vivete ancora il corso naturale della vita delle donne. Alla maniera in cui le donne hanno sempre vissuto, sin dal principio dei tempi.

Era anche il modo di vivere dell’occidente fino al 1960, quando siamo stati bombardati dal medesimo nemico. La differenza è che non siamo stati bombardati con vere armi, ma con il sottile inganno e la corruzione morale. Attraverso le tentazioni.

Noi americani siamo stati bombardati da Hollywood, invece che da aerei da combattimento o o con i carri armati di nostra fabbricazione americana. Vorrebbero bombardare anche voi in questa maniera, dopo aver finito di bombardare le infrastrutture delle vostre nazioni. Non voglio che questo accada a voi. Vi sentireste degradate, proprio come facciamo noi.

Non voglio che vi accada ciò. Vi sentireste avviliti, proprio come ci sentiamo noi.

Potrete evitare questo tipo di bombardamento se vorrete gentilmente ascoltare quelli di noi che hanno subito gravi perdite per la loro diabolica influenza. Perché tutto quello che vedete prodotto da Hollywood non è altro che è un mare di bugie, distorsione della realtà, fumo e specchi. Rappresentano il sesso occasionale come uno svago innocuo, poiché in realtà mirano a distruggere la morale della società in cui diffondono la loro velenosa programmazione.

Vi prego: non bevete il loro veleno. Non esiste un antidoto efficace una volta bevuto.

Si può guarire, ma solo in parte, e non sareste più le stesse

Meglio evitare del tutto il veleno che tentare di guarire dai danni che provoca.

Cercheranno di tentarvi con i loro film eccitanti e i video musicali, che falsamente ritraggono noi donne americane come felici e soddisfatte, orgogliose di vestirci come prostitute, e appagate senza famiglie.

La maggior parte di noi non è felice, credetemi!

Milioni di noi sono in cura con farmaci antidepressivi, odiano il proprio lavoro, e piangono di notte per uomini che hanno detto di amarci e poi avidamente ci hanno usate e se ne sono andati

Vorrebbero distruggere le vostre famiglie e convincervi ad avere meno figli.

Lo fanno presentandovi il matrimonio come una forma di schiavitù, la maternità come una calamità, la modestia e la purezza come anticaglie. Vogliono che svendiate voi stesse e perdiate la vostra fede.

Sono come il serpente che tentò Eva con la mela. Non mordete! Valorizzate voi stesse come gemme preziose, oro puro, o la "perla di grande valore" citata dalla Bibbia (Matteo 13: 45).

Tutte le donne sono perle di grande valore, ma alcune di noi sono state ingannate, dubitando della propria purezza.

Gesù disse: " "Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino" " (Matteo 7, 6).

Le nostre perle sono inestimabili, ma ci convincono che sono di poco valore. Ma credetemi, niente può sostituire la possibilità di guardarsi allo specchio e vedere nel proprio riflesso la purezza, l’innocenza.

Le mode che escono della fogna occidentale sono state disegnate per farvi credere che il bene più prezioso sia la vostra sessualità.

Ma i vostri begli abiti e veli sono in realtà più sexy di qualsiasi moda occidentale, perché vi ricoprono di mistero e mostrano rispetto di sé e sicurezza

La sessualità di una donna dovrebbe essere protetta da occhi indegni, poiché dovrebbe essere il tuo regalo all'uomo che ti ama e ti rispetta abbastanza da sposarti. E dato che i vostri uomini sono ancora virili guerrieri, non meritano meno del vostro meglio.

I nostri uomini non vogliono neanche più la purezza. Non riconoscono “la perla di grande valore”, preferendo per contro la strass appariscente . e solo per lasciare anche lei! .

Il tuo patrimonio più prezioso è la tua bellezza interiore, la tua innocenza, e tutto ciò che ti rende ciò che sei.

Ho purtroppo notato che alcune donne musulmane oltrepassano il limite e cercano di essere il più occidentali possibile, seppur indossando un velo (mostrando un po’ dei loro capelli). Perché imitare le donne che rimpiangono già o rimpiangeranno presto la virtù perduta?
Non vi è alcun risarcimento per la perdita subita.

Siete diamanti impeccabili.

Non permettete loro di ingannarvi trasformandovi in strass. Perché tutto quel che vedete nelle riviste di moda e nella televisione occidentale è una bugia. E ' una trappola di Satana. L’oro dei folli.

Cuore di donna ti confiderò un piccolo segreto, solo nel caso fossi curiosa: il sesso prematrimoniale non è neanche questo granché. Abbiamo donato il nostro corpo agli uomini di cui eravamo innamorate, credendo che quello fosse il modo per farci amare e sposare da loro, proprio come crescendo avevamo visto in televisione
Ma senza la sicurezza del matrimonio e la certezza che lui rimarrà sempre con noi, non è nemmeno piacevole! Questa è l'ironia. E 'stato solo uno spreco. E ti lascia in lacrime.

Parlando da donna a donna, credo che tu l’abbia già capito

Perché solo una donna può veramente capire cosa c'è nel cuore di un'altra donna. Siamo davvero tutte uguali. La nostra razza, religione o nazionalità non contano. Il cuore di una donna è lo stesso ovunque.

Noi amiamo. Questo è quello che sappiamo fare meglio. Nutriamo le nostre famiglie e diamo conforto e forza agli uomini che amiamo.

Ma noi donne americane siamo state ingannate facendoci credere che siamo più felici se abbiamo la nostra carriera, le nostre case in cui vivere sole e la libertà di dar via il nostro amore a chiunque scegliamo.
Questa non è libertà! E questo non è amore!
Solo nel porto sicuro del matrimonio il corpo e il cuore di una donna può sentirsi al sicuro e amare.

Non accontentarti di niente che sia meno. Non ne vale la pena. Non ti piacerà nemmeno e ti piaceresti ancora meno in seguito. Poi ti lascerà. L'abnegazione nel peccato non paga mai.

Ti inganna sempre!

Anche se ho recuperato il mio onore, non c'è ancora niente che sostituisca il non essere mai stata disonorata

A noi donne occidentali hanno fatto il lavaggio del cervello facendoci credere che voi donne musulmane siate oppresse, schiave delle mode che ci degradano, ossessionate dal nostro peso, imploranti l’amore di uomini che non vogliono crescere.

Dentro di noi sappiamo che che siamo state ingannate. Segretamente vi ammiriamo e invidiamo che, anche se alcune di noi non lo ammetteranno mai.

Per favore, non guardateci dall’alto in basso né pensate che ci piacciano le cose così come stanno!

Non è colpa nostra!

La maggior parte di noi non ha avuto padri che le proteggessero quando eravamo giovani, perché le nostre famiglie sono state distrutte.

Sapete chi c'è dietro questo complotto.

Non fatevi ingannare, sorelle mie!.

Non permettete loro di avervi!

Rimanete innocenti e pure!

Noi donne cristiane abbiamo bisogno di vedere come dovrebbe essere in realtà la vita di una donna

Abbiamo bisogno che ci diate l'esempio, perché siamo perdute.

Conservate la vostra purezza. Ricordate! Non si può rimettere il dentifricio nel tubetto.
Quindi, custodite il vostro "dentifricio"con attenzione!

Spero che tu riceva questo consiglio nello spirito con cui è stato concepito, lo spirito di amicizia, rispetto e ammirazione.

Dalla tua sorella cristiana

Con Amore

27 dicembre 2011

Shhhttt...

Zitto mondo, zitto...

Tanto che ti frega se in Siria vengono uccisi, torturati, smembrati e violentati donne e bambini?

Che ti frega se in Egitto vengono picchiate selvaggiamente e denudate donne in mezzo ad una folla di increduli manifestanti?

Che ti frega se la Palestina piange DAVVERO lacrime e sangue ma per la fame e la crudeltà quotidianamente inflitta da chi vuol cacciare la gente da casa loro, non per una manovra salva-qualchecosa.

Hai il tuo panettone, hai il tuo spumantino, i tuoi botti di capodanno... Girati pure dall'altra parte. Prima o poi però sappilo, ci sarà qualcun'Altro che si girerà, quando sarai TU ad avere bisogno di aiuto.

Siria, in migliaia in manifestazione ad Homs

Le violenze al Cairo: donna spogliata, picchiata, presa a calci e forse violentata in piazza Tahrir da soldati dell'esercito. Le foto-denuncia su Twitter

Nel 3° anniversario della guerra israeliana su Gaza: si riaprono le ferite dei palestinesi

15 dicembre 2011

Il Razzismo che uccide.

Comunicato stampa Admi

Purtroppo sempre più di frequentemente  si sente parlare di episodi come quello avvenuto a Firenze lo scorso 13 Dicembre 2011, che riguarda l'uccisione di due uomini, venditori ambulanti senegalesi: Samb Modou, 40 anni e Diop Mor, 54. Ha sparato loro a sangue freddo un cittadino italiano, che si è detto appartenesse ad una corrente di estrema destra. L'uomo successivamente si è suicidato. Altri tre uomini, sempre del Senegal, sono rimasti feriti durante il secondo, successivo agguato, vittime a loro volta di un'insensata follia omicida. Alcuni di loro sono tutt'ora in gravissime condizioni. Gli auguriamo sinceramente che possano riprendersi presto dallo shock fisico ed emotivo che sono stati costretti a subire.

L'Italia non è un paese razzista, ci crediamo fermamente. Gli italiani in genere sono un popolo aperto, accogliente, che ha alle spalle un bagaglio culturale immenso, del quale fanno parte storie di emigrazione e allo stesso tempo di immigrazione. Ma ben sappiamo che negli ultimi anni in particolare in questo paese purtroppo sono venute sempre più alla ribalta, complici anche i media che amplificano determinate notizie spesso esponenzialmente, con il conseguente condizionamento diretto o meno dell'opinione pubblica, politiche inneggianti spesso e volentieri al razzismo e alla xenofobia, che hanno contribuito a creare un clima di forte tensione tra immigrati e non.

Fra l'altro da poco era avvenuto un altro vergognoso episodio accaduto a spese della comunità rom stanziata a Torino, a causa di una falsa accusa di stupro lanciata da una ragazzina sedicenne che si sentiva troppo oppressa dai genitori. Tutto ciò ha causato una rivolta di cittadini torinesi che ha colpito un'ignara comunità che ha visto distrutti dalle fiamme i luoghi in cui viveva.

L'Admi perciò si stringe sentitamente attorno alle famiglie delle vittime, porgendo loro sincere condoglianze, ed esprime la piena solidarietà alla comunità senegalese e a quella rom, augurandosi che fatti del genere non debbano mai più accadere nei confronti di nessun popolo, di nessuna etnia, di nessuna religione. Di nessun essere umano, insomma.

15/12/2011


Il Consiglio Direttivo dell’ADMI (membro dell’EFOMW)





ADMI – Associazione Donne Musulmane D’Italia
Sede legale: Viale Monza n. 50, 20127 Milano - www.admitalia.org - infoadmi@yahoo.it admi_stampa@live.it
Presidentessa: 3356387290 - katkhouda.souheir@gmail.com

07 dicembre 2011

Khol: ritirate alcune marche perchè nocive.

ATTENZIONE: LE 9 MARCHE DI KHOL REPERIBILI ANCHE IN ITALIA PRESENTI NELL'ARTICOLO CORREDATO DI FOTO SONO STATE RITIRATE DAL MERCATO ARABO PERCHE' CONTENGONO QUANTITA' DI PIOMBO SUPERIORI ALLE NORME CONSENTITE. CHI LO HA NON LO UTILIZZI PIU', E AVVISI PER FAVORE TUTTI COLORO CHE LO UTILIZZANO!

02 dicembre 2011

Se Milano, Roma, Londra, fossero occupate come la Palestina...

Immaginate vostra figlia o vostra sorella in fil di vita e voi in corsa contro il tempo per portarla all’ospedale in una città come Roma, come Milano, come Londra, che una mattina vi risvegliate e non è piu’ Londra, ne Milano ne Roma.

... Ma Nablus, Jenin, Gaza.

Quando la vita si spegne dinnanzi ad un checkpoint sulla strada verso la speranza

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Attorno a Gerusalemme il tempo di percorrenza medio necessario per trasportare un malato in ospedale è oggi di circa 2 ore, mentre era solo di 10 minuti nel 2001.

Solo in West Bank ci sono più di 600 checkpoints.

Dinnanzi a questi checkpoints, quotidianamente pazienti palestinesi bisognosi di cure vengo rimandati indietro.

Dinnanzi ai checkpoints donne gravide sono costrette a partorire per strada.

Dinnanzi ai checkpoints palestinesi in fila per passare vengono feriti, e talvolta uccisi dai soldati israeliani.

Immaginatevi una mattina di risvegliarvi nella vostra bella città occupata da Israele.

Restiamo umani
Vik da Gaza city
- 29/11/2010 -

Questo scriveva in diretta dai territori occupati Vittorio Arrigoni. Questo qualcuno ha voluto impedire che lui raccontasse. Questo, molto probabilmente, è il motivo per il quale gli è stata barbaramente rubata la vita. Ma scripta manent, grazie a Dio, così come il ricordo di un vero eroe.

29 novembre 2011

I cani, i gatti... Ma gli esseri umani?

Ha fatto piuttosto scalpore la trasmissione di Rai 1, “Uno mattina”, andata in onda il 12 Novembre intorno alle ore 9 durante la quale in cui una suora missionaria, Laura Girotto, ha espressamente detto che con una scatoletta di cibo per cani si sarebbe potuto sfamare un bambino del terzo mondo.

Sono nati gruppi di protesta su Facebook, innumerevoli discussioni su chat, forum, social network.

Se ne è parlato al bar, davanti a brioche e cappuccino, forse anche a scuola durante l’intervallo.

Il punto è: la suora ha ragione? Può essere vero il fatto che ci si occupa più degli animali che degli esseri umani?

Con questo non si intende dire che gli animali debbano essere maltrattati, anzi. Sono creature adorabili. Cani, gatti, canarini, conigli… Ma non debbono avere maggior attenzione di un bambino che non ha nemmeno l’acqua da bere a causa della siccità.

In televisione e sui media però purtroppo pare sia così. Programmi che parlano dell’amico dell’uomo, dello psicologo (!) che aiuta a comprendere e a gestire i disturbi comportamentali dei nostri compagni di vita, che raccontano di “case di moda” e negozi specializzati per animali “chic” ove poter acquistare cappottini, collarini con strass, cucce di lusso, etc.

Ma gli animali hanno davvero bisogno di tutto ciò? Anzi, per meglio dire: a loro interessa tutto ciò?

Bisogna essere onesti. Ad un cane è sufficiente una cuccia semplice, calda e sufficientemente larga. Qualche passeggiata per la città, da bere, qualche croccantino, un po’ di riso e carne da mangiare e basta. Lui è contento, e ci fa le feste quando ci vede. Perché le sue necessità sono semplici, minime. E’ felice con poco.

Per il gatto è ancor più semplice: mangia meno del cane, non ha bisogno di essere portato a passeggio, probabilmente non gli necessita nemmeno la cuccia dato che adora dormire sui caloriferi, ai piedi del letto dei padroni o sulla televisione. Un po’ di pappa, una cassettina con la sabbia per i bisogni, un ceppo tiragraffi e a sua volta è soddisfatto come il suo amico cane. Certo, ci fa le fusa se ne ha voglia, non sempre, dato che è molto indipendente. Ma per lui va bene così. E’ la sua natura. Anche lui è felice con poco.

Ma un bambino, un bambino… Di tanto, ha bisogno. Come ne abbiamo avuto noi quando eravamo a nostra volta piccoli. Ricordate?

Cibo, cure, attenzioni, affetto, un sorriso. Ma soprattutto ha molto più bisogno, un bisogno vitale, di aver persone attorno a lui che se ne occupino, che parlino di lui, con lui, che gli domandino se sta bene, se ha fame, se è triste, se ha bisogno dell’abbraccio di un adulto che lo ama.

Si vedono immagini sul web a dir poco strazianti. Bambini che hanno gli occhi fuori dalle orbite dalla magrezza, disidratati per una semplice dissenteria che qui in occidente si cura con qualche fermento lattico ma che è tutt’ora mortale per migliaia di bimbi del terzo mondo; bambini costretti a rinfrescarsi con l’urina degli animali perché, povere, piccole creature, non hanno nemmeno l’acqua da bere, figuriamoci per lavarsi il viso.

Perché, quindi, viene spontaneo domandarsi, non ci sono programmi televisivi che parlano di loro? Perché il tg anziché parlare di come far felice il proprio cane (cosa che, come è stata esplicata sopra, è talmente semplice da risultare sciocco parlarne) non apre una rubrica che tratta le emergenze del mondo cercando di risolverle con l’aiuto degli spettatori?

Quanti soldi spendiamo, ha ragione la suora della Rai, in scatolette per cani che tra l’altro dopo qualche anno a causa del troppo cibo devono andare dal dietologo a causa dell’obesità, e quanti pochi soldi invece mandiamo in Somalia, in Ghana, in Etiopia, in Eritrea.

Non è forse ora di cominciare a dare il giusto peso alle cose, di aprire gli occhi, e di aiutare una parte di umanità che sta letteralmente morendo sotto gli occhi di una parte di mondo superficiale ed indifferente?

Meditate gente, meditate.

E soprattutto pensate: fossero i vostri i figli che stanno morendo?

Diamo una carezza al nostro cane, ma facciamo di tutto per salvare la vita ai figli del mondo.

Fonte

25 novembre 2011

25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Comunicato Ucoii.

Contro la violenza sulle donne, seguendo gli insegnamenti del Sacro Corano e l’esempio del Profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui).

Da 1432 anni l’uomo musulmano, nell’obbedienza a Dio e leggendo le parole del migliore fra gli uomini, il Profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui), è conscio del fatto che l’essere umano ha grande valore. Che la vita, l’onore e il rispetto per gli altri sono fondamentali per colui che si ritiene essere un vero

Così come sa che la violenza gratuita, in qualsiasi forma essa venga messa in atto, è SEMPRE sbagliata. Anzi, condannata, perché considerata un grave peccato agli occhi del Creatore.

Ancor di più se chi rischia di esserne vittima è la donna, in quanto il Profeta Muhammed (pbsl) ha insegnato:

“Nessuno, tranne il gentiluomo, tratta le donne in modo onorevole e nessuno, tranne l’ignobile, tratta le donne vergognosamente” (At-Tirmidhi)

In occasione di questa giornata durante la quale tutto il mondo si mobilita affinché venga data voce a chi spesso non la ha, l’UCOII e tutti coloro che seguono la Via di Dio si schierano dalla parte della metà del cielo che l’Altissimo ha scelto per avere il nobile ruolo di sicuro ricettacolo per l’umanità intera.

La donna nell’Islam oltre che credente e madre è anche insegnante, consigliera, portatrice di tenerezza e di amore per i suoi figli e per la famiglia intera. Senza di lei l’uomo stesso non potrebbe considerarsi un essere umano completo.

Come il Sacro Corano ha insegnato è fondamentale avere riguardo per la sua persona, per il suo essere moglie e madre, così come lo è amarla e trattarla nella maniera migliore:

“Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito fra voi amore e tenerezza.” (Al Baqara 187)

La donna non è inferiore all’uomo, e non ha colpe ancestrali che deve scontare per il resto della sua vita, in quanto l’Altissimo ha chiaramente detto, riguardo alla vicenda di Adamo ed Eva e del serpente che li traviò, che entrambi ebbero colpa, anzi: addirittura sottolinea nel Libro che fu proprio Adamo a peccare:

“Ne mangiarono entrambi e presero coscienza della loro nudità. Iniziarono a coprirsi intrecciando foglie del giardino. Adamo disobbedì al suo Signore e si traviò.” (Ta-Ha 121)

Inoltre il Nobile Profeta Muhammed ci ha ricordato che proprio la metà femminile del mondo è il bene più prezioso che possa esistere in assoluto:

“Il mondo intero è una provvigione, e il maggior beneficio di questo mondo è una donna devota.” (Trasmesso da Muslim)

Può quindi il musulmano o l’uomo in genere avere il diritto di maltrattare un essere così onorato e rispettato?

Può quindi rimanere indifferente di fronte alla sofferenza di centinaia, migliaia, milioni di donne, che sono loro sorelle, madri, figlie che quotidianamente vengono picchiate, abusate, torturate e mercificate per scopi ignominiosi e assolutamente ingiusti?

La risposta è no, nel modo più assoluto. Per questo altro non possiamo dire, da credenti e da esseri umani, che dobbiamo ricordarci di lei, ed aiutarla, confortarla, sostenerla in tutti i modi per poter far cessare l’ondata di violenza che è costretta a subire che purtroppo non si ferma. Ricordando inoltre che chi fa soffrire una donna fa soffrire una generazione intera. E di conseguenza tutti coloro che avranno a che fare con essa.

Il miglior modo per iniziare a farlo forse è usando compassione e misericordia verso chi ci chiede aiuto, così come verso chi non ne ha il coraggio, aprendo le porte del nostro cuore per poi aiutare concretamente in tutte le maniere possibili chi fra di loro viene fisicamente o psicologicamente maltrattata.

Dobbiamo sempre tenere a mente le meravigliose e sublimi qualità dell’Altissimo Creatore, che è Ar-Rahman, Ar-Rahiim1, e attingere da esse. Solo in questa maniera potremmo finalmente riuscire a far qualcosa per far cessare le urla di dolore e di disperazione di questa fondamentale parte dell’umanità, ma non solo per una giornata all’anno, ma per una vita intera.

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1Il Compassionevole, il Misericordioso.

16 novembre 2011

Torino, Palazzo di in-Giustizia.

Triste vedere come, quasi nel 2012 ormai, sia ancora difficile far rispettare i propri diritti e le proprie convinzioni religiose in un paese così “moderno” ed “avanzato” come l’Italia.

Crocevia di popoli e culture dalla Notte dei Tempi, penisola con migliaia di persone che da centinaia di anni vanno e vengono dal Bel Paese lasciando tracce indelebili della loro presenza per l’eternità.

Persone diverse, con le loro specificità, con le loro religioni, con le loro differenze (ricchezze?).

Persone che ancora oggi però faticano a vivere la normalità del quotidiano, costrette ancora ed ancora a dover continuamente giustificare le proprie credenze, se non a rinunciare in prima persona, ad un qualcosa di importante, per non dover snaturare il loro essere più profondo.

Questo è accaduto a Fatima, una giovane tunisina residente a Torino, che da tempo lavora al Palazzo di Giustizia, e che quindi è conosciuta e ritenuta persona degna di fiducia.

Proprio per questo motivo l’episodio risulta essere ancor più grave.

E’ successo nella giornata di ieri, 14 Novembre 2011, che la giovane venisse chiamata per un consulto linguistico riguardo ad un processo ove erano imputati due maghrebini. Una volta entrata nell’aula del Tribunale, il giudice preposto alla causa, anziché focalizzarsi principalmente su ciò che aveva da dire la giovane a riguardo si è interessato al velo sul suo capo – che lasciava perfettamente visibili viso e mani – che lei indossava per seguire un precetto della religione islamica, arrivando addirittura a chiederle di toglierselo pubblicamente.

La ragazza, ligia alla sua religione, ha preferito rinunciare all’incarico uscendo dall’aula.

Il giudice ha giustificato la sua richiesta citando l’articolo 129 del codice di procedura civile, dopo l’abrogazione dell’articolo 434 del codice di procedura penale, che impone di presentarsi al cospetto della corte a capo scoperto. Ci si è dimenticati però che la legge in questione non ha a che fare con questioni religiose ma con mere questioni di buona creanza – non è bene coprire il capo in aula senza motivo perché rappresenterebbe un affronto nei confronti dell’autorità in questione -, e che in passato, più e più volte, sono entrati nelle varie aule di Tribunale suore in divisa con il loro velo, ebrei con il kippah, persone con tumori sottoposti a cure terapiche con il capo coperto da cappelli et similia senza che nessuno abbia mai chiesto loro di scoprirsi.

Non bisogna invece scordare che la Costituzione italiana garantisce la pratica della propria religione:

Art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Purtroppo, in questo caso, lo Stato anziché

“rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

l’ostacolo lo ha posto. Impedendo di fatto ad una giovane onesta di procurarsi un lecito guadagno e costringendola a dover fare una scelta tra due rinunce, mettendola in condizione di dover comunque perdere qualcosa indipendentemente dall’opzione scelta.

Se questa è Giustizia.

(Leggi anche la testimonianza di suor Giuliana:

IO LO PORTO DA CINQUANT'ANNI E NESSUNO MI HA MAI DETTO NULLA)