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10 marzo 2012

Cosa ti manca, sorella?

Cosa ti manca sorella? Di cosa hai paura?

Ti chiamo sorella anche se non hai ancora dato shahada perchè ti sento già, mia sorella.

Perchè vedo il tuo cuore in fiducioso ascolto della parola di Dio, lo vedo trepidante e timoroso in attesa di assorbire ogni regola, ogni Legge, ogni Parola misericodiosa che Egli ha voluto donare a tutta la Sua creazione.

Ti vedo mentre ti commuovi davanti ad un hadith, percepisco che ti spaventi davanti al versetto che parla dell'Inferno, che il tuo cuore esprime profondo biasimo nei confronti di coloro che denigrano il Suo Altissimo Volere.

Ti sento gioire quando un musulmano si tira fuori da una situazione difficile, e star male se soffre. Vedo i tuoi occhi accarezzare i lunghi abiti e i soffici veli che desideri ardentemente possano scendere senza più remore sul tuo capo e mettere nel cassetto smalti e rossetti che ormai ti senti in colpa ad usare.

Ti vedo leggere con partecipazione delle sofferenze dei fratelli e sorelle che vivono nelle zone di guerra, e attivarti per loro in ogni situazione possibile. Così come ti vedo star male perchè ancora dentro di te qualcosa ti frena.

Lo so come ti senti, io ti capisco, io sono stata come te, uguale a te.

Temevo a mia volta gli sguardi delle persone, i loro giudizi, il fatto che pensassero che mi era dato di volta il cervello ad abbracciare una religione che loro pensano sia maschilista e retrograda (FALSO!).

Mi dicevo "Quando metterò il velo mi guarderanno tutti, con che coraggio andrò dai miei familiari per dir loro -No, grazie, non mangio maiale perchè sono musulmana"... Come farò a spiegare alle mie amiche il mio nuovo modo di essere, di vestire, di pensare?"

Ma alla fine mi sono accorta che lo scoglio più grande lo avevo messo io stessa, non gli altri. Ero IO ad essere insicura, ero IO ad aver paura, ero IO ad aver messo i paletti.

E quando ho capito che l'Amore di Dio è più grande ed infinitamente più prezioso di ogni piccolo imbarazzo che avrebbe potuto causarmi il mio nuovo status di musulmana sono andata da Lui...

E nulla è stato più facile...

Tutte le paure pian piano sono svanite, tutti i blocchi mentali abbattuti, tutte le barriere scomparse...

E' diventato naturale spiegare il perchè del velo nell'ormai secondo millennio, il fatto che il maiale no, non si mangia perchè lo ha detto Allah nel Sacro Corano, scegliere un bel cappotto lungo per sentirsi a proprio agio con la propria coscienza perchè ben coperte...

Per quello ti dico, cara sorella, sei tu quella che può, alla velocità di un battito di ciglia, con l'aiuto di Dio far svanire tutto ciò che ti tiene lontana da Lui.

Lui ti ha dato la Luce, afferrala, ora, prima che sia troppo tardi, prima che tu debba pentirtene, prima che l'Angelo della morte colga la tua anima.

Non sappiamo fino a quando resteremo su questo mondo, qualcuno fra i lettori addirittura questa sera stessa potrebbe non esistere più. E a quel punto nulla potrà salvargli l'anima dalla dannazione perenne.

Vai da Lui sorella, subito. Vai da Lui, e sarai serena, felice, forte, appagata come mai sei stata in tutta la tua vita.

Entra nell'Islam, entra nella Luce, raggiungi le tue sorelle che ti amano, e che altro non desiderano che vedere la tua anima accanto alle loro.

Ti aspettiamo a braccia aperte, e Lui è lì, per te, raggiungiLo. Ora.

03 settembre 2011

Il caglio (e quindi il formaggio) è halal?


Qual'è la regola sulla presenza di caglio in molti dei formaggi che acquistiamo quando non sappiamo da dove deriva?

Sia Lode ad Allah.

La sostanza che viene messa in questi formaggi è il caglio; è una sostanza bianco-giallastra in una sacca di pelle che viene estratta dallo stomaco di vitello o di agnello. Una piccola quantità di essa viene aggiunta al latte, che coagula e diventa formaggio.

Vedere al-Mawsoo'ah al-Fiqhiyyah (5 / 155).

La regola sul caglio varia a seconda di dove viene estratto. Se viene prelevato da un animale che è stato macellato in accordo alla shariah è puro e può essere consumato. Se viene preso da un animale morto per cause naturali o da un animale che non è stato macellato in accordo con la shariah c'è differenza di opinioni tra gli studiosi di fiqh a riguardo. La maggioranza dei malikiti, shafiiti, hanbaliti sono dell'opinione che sia impuro (najis). Abu Hanifa e Ahmed in accordo agli altri aneddoti riportati da lui, sono dell'opinione che sia puro (tahir). Questo è il punto di vista preferito dello Shaikh Al Islam Ibnu Taymiah (che Allah abbia misericordia di lui). Egli disse in una fatwa (21/102): E' più probabile che il loro formaggio - riferendosi ai magi - sia halal e che il caglio proveniente da un animale morto (di cause naturali) e il suo latte siano puri (tahir). Fine della citazione.

Egli disse anche (35/154): Riguardo al formaggio fatto con il loro caglio - cioè di alcuni della setta batinita che sono considerati come miscredenti - ci sono due punti di vista ben noti tra gli studiosi, come nel caso del caglio proveniente da animali morti e del caglio estratto da animali macellati dai magi (zoroastriani) e dai franchi di cui si dice che non macellavano la carne in maniera corretta. L'opinione di Abu Hanifa e di Ahmed secondo una delle due narrazioni riportate da lui è che questo formaggio è permissibile, perchè il caglio di animali morti è puro (tahir) in accordo a questo punto di vista, perchè esso (il caglio) non muore quando l'animale muore. L'opinione di Malik e Ash-Shafyi e di Ahmed in accordo all'altra narrazione, è che questo formaggio è impuro (najis) perchè secondo il loro punto di vista il caglio è impuro (najis), perchè il latte e il caglio dell'animale morto sono impuri secondo loro. Se la carne macellata da una persona particolare non può essere mangiata, la carne da lui macellata è come la carne morta. Chi sostiene entrambi i punti di vista cita come prova narrazioni riportate dai sahaba. Chi sostiene il primo punto di vista narra che i sahaba mangiarono il formaggio dei magi, e chi sostiene il secondo narra che loro mangiarono ciò che pensavano fosse formaggio dei cristiani. La questione è soggetta ad ijtihad (interpretazione) e si può seguire il punto di vista dello shaikh a cui chiede. Fine della citazione.

Questa è l'opinione corretta. Sia che tu conosca la fonte del caglio e che provenga da un animale che è stato macellato correttamente o in altra maniera, o nel caso tu non lo sappia, non c'è nulla di male nel mangiare formaggio che è stato fatto con esso.

E Allah ne sa di più.

Fonte

18 gennaio 2011

I trapianti nella religione islamica.

Dr. Rosario Pasquini Segretario del Centro Islamico di Milano e Lombardia

Nel nome di Allàh il sommamente Misericordioso il Clementissimo

Nella visione islamica della vita, del mondo e dell'uomo l'esistente visibile e invisibile è stato prodotto dal nulla da Dio con un atto della Sua volontà ed ha ricevuto da Dio le regole di esistenza. Iddio, quindi è l'unico Creatore e l'unico Legislatore dell'esistente. L'esistente, nel quale l'uomo vive, è costituito dall'uomo e da tutto ciò che uomo non è. La divisione è importante perché mentre tutto ciò che uomo non obbedisce meccanicamente alle leggi di Dio, l'uomo fa eccezione, poiché ha ricevuto in sorte da Dio un destino di vita ultraterrena, eterna in uno dei due luoghi che per essa sono stati creati e che sono il Paradiso e l'Inferno.

In funzione di questo destino di vita futura l'uomo ha ricevuto il libero arbitrio, sicché il suo vivere può essere coerente al codice di vita dato da Dio per conseguire il Paradiso, come può non esserlo, quando vive secondo un codice di vita diverso da quello dato da Dio. Iddio, sia gloria a Lui l'Altissimo, ha dato all'uomo norme di comportamento nella sua relazione con il suo Creatore, nelle sue relazioni con le creature umane, nelle sue relazioni con le creature non umane e con l'ambiente. Tutto è stato regolato e il comportamento conforme al Codice di norme di comportamento date da Dio è il contenuto comportamentale dell'Islàm.

Tutti i campi d'azione dell'uomo e tutte le sfere dell'attività umana hanno regolamenti divini per la realizzazione islamica dell'uomo nei comportamenti indicati da Dio: L'uomo, quindi, non è coatto all'obbedienza, come il resto del creato, ma è libero. La fonte normativa del comportamento umano che realizza l'armonia interiore, l'armonia con Dio, l'armonia con gli uomini e l'armonia con le altre creature e il creato è il Sublime Corano, che è la traduzione in realtà del Creato nei suoni e nei segni della lingua araba della I'Increata Parola di Dio, l'Eterno, inimitabile, immodificabile, i cui significati coprono in modo esplicito o in modo implicito tutti i possibili eventi di cui l'uomo è e sarà protagonista fino al giorno della resurrezione.

Tutto il possibile, quanto a comportamenti umani, è stato regolato nel testo Coranico, nel quale numerosi brani segnalano che il Profeta Muhàmmad, che Dio lo benedica e l'abbia in gloria, è investitodi un potere normativo, sicché obbedisce a Dio chi obbedisce a lui. E il Profeta, che Iddio lo benedica e l'abbia in gloria, ha dettato numerose norme di attuazione del Sublime Corano, che, in forza del richiamo coranico, hanno vigore di legge per il Musulmano. Nel Sublime Corano e nell'insegnamento del Profeta, che Iddio lo benedica e l'abbia in gloria, per effetto della delega normativa ricevuta da Dio, è indicato il criterio esegetico da seguire per enucleare dal testo coranico e dall'insegnamento del Profeta il regolamento per situazioni nuove per l'uomo, ma non ignote a Dio, non esplicitamente già regolate nel testo coranico, ma già implicite in esso. Le regole di condotta da seguire per gestire situazioni non presenti nel Sublime Corano e nella Nobile Sunna non sono "nuove" come emanazione, ma come attuazione.

Iddio ha dotato l'uomo del raziocinio che è lo strumento per mezzo del quale si estrae dalla normativa coranica la regola islamica, che governa una fattispecie nuova di attività, attraverso il ragionamento analogico.

I trapianti, quindi, come attività di recente apparizione nella vita dell'uomo, hanno ricevuto da Dio un regolamento, che prende forma normativa mediante i principi generali dell'ordinamento sciaraitico enunciati nel Sublime Corano e nell'insegnamento dottrinale del Profeta, che Allàh lo benedica e lo abbia in gloria, e nei suoi precetti.Nel Sublime Corano, Allàh, rifulga lo splendore della sua Luce, proclama che: Chiunque salvi la vita a un uomo è come se avesse salvato l'umanità intera. Il Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e lo abbia in gloria, disse: Non c'è malattia per cui Allàh non abbia creato il rimedio, tranne che per la morte.

Da numerose ayàt del Sublime Corano si evince che lo stato di necessità e l'interesse pubblico giustificano azioni, che sono normalmente illecite. Esempio: mangiare carne di porco, non essendo disponibile altro, per non morire di fame, così come bere bevande alcooliche, per non morire di sete, in mancanza di altra bevanda. In questa sede, una più approfondita dissertazione di ermeneutica in ordine alla posizione dell'Islàm nei confronti dei trapianti di organi, è ultronea, mentre perfettamente in tema è la disamina dei risultati della ricerca delle norme, che lo regolano. Diversi sono i casi.

Il primo caso è quello del trapianto di un organo nella stessa persona, come la pelle o la trasfusionedi sangue.Il secondo caso è quello del trapianto da un vivente ad altro vivente e in questo secondo caso si deve distinguere tra due tipi di organi.

Bisogna fare distinzione tra: 1. organo essenziale per la vita della persona; 2. organo non essenziale alla vita della persona. L' organo essenziale per la vita può essere: 1. unico, come il cuore e il fegato 2. doppio, come i reni. L'organo essenziale e indispensabile per la vita si può anche distinguere in: a) organo la cui presenza nel corpo è necessaria nella sua totalità perché irriproducibile b) organo che viene prodotto dal corpo, come il sangue c) organo che ha influenza sui geni, la parentela, la personalità del soggetto (testicoli, ovaie, apparato nervoso). Fatte le distinzioni di cui sopra possiamo dire, dal punto di vista sciaraitico quanto segue in ordine al trapianto:

1) E' permesso il trapianto di una parte del corpo di una persona in altra parte della stessa persona, quando il beneficio che deriva dal trapianto di una parte del corpo è maggiore del danno che deriva dal suo espianto, subordinatamente alla possibilità che con detta operazione si attivi la funzione svolta da un organo venuto a mancare, o venga riattivata la funzione di un organo presente, o eliminato un difetto, che possa causare un danno psicologico, o organico

2) E' permesso il trapianto da vivo a vivo di elementi del corpo che si rinnovano come il sangue e la pelle. Naturalmente, l'operazione è subordinata al consenso espresso dal soggetto "donatore", il quale deve essere in possesso pieno delle sue facoltà mentali.

3) E' permessa la utilizzazione, a scopo di impianto in una persona diversa, di parte del corpo ectomizzata per malattia, ma nella quale parte ectomizzata è presente una parte sana utilizzabile pertrapianto. Esempio: utilizzazione di una cornea sana di occhio asportato perché malato di tumore.

4) Non è lecito il trapianto di un organo necessario e indispensabile per vivere da un vivente, in quanto tale operazione, essendo causa di morte per il "donatore", configura un vero e proprio omicidio.

5) Non è lecito eseguire un trapianto di un organo da un vivente, quando I'espianto produce la perdita totale di una funzione essenziale della vita del "donatore", anche se non causa la morte. Esempio: tutte e due le cornee.

6) E' lecito il trapianto a un vivente di un organo espiantato da un morto, anche se si tratta di un organo necessario per la vita e svolga una funzione essenziale, a condizione che il defunto, da cui viene espiantato l'organo, abbia dato, quando era in vita, il suo consenso, o, quando ci sono i parenti, siano essi a dare il consenso, o, in mancanza di parenti, sia l'autorità.

La liceità del consenso per la donazione di un organo è un presupposto della liceità del trapianto, sicché è illecito il trapianto di organi che hanno formato oggetto di commercio, perché è illecita la disposizione della propria persona, o di parti di essa, a scopo di lucro. Non è, comunque, da escludere la liceità di eventuali donazioni, o riconoscimenti, che l'usufruente dell' organo elargisca a titolo di donativo e non come corrispettivo di una transazione commerciale. Riguardo agli organidell'apparato sessuale bisogna distinguere tra:

1 . Organi che trasmettono le caratteristiche genetiche

2. Organi che non trasmettono le caratteristiche.

E' illecito il trapianto dei testicoli e delle ovaie, poiché questi due organi continuano, nel corpo in cui sono stati trapiantati, le caratteristiche ereditarie della persona da cui provengono, mentre è lecito il trapianto di quelle parti che non trasmettono caratteristiche genetiche, condizionatamente al rispetto delle regole relative al consenso e alla gratuità.

Per quanto riguarda il sistema nervoso il trapianto di cellule di esso nello stesso corpo è lecito.Per quanto riguarda il prelievo di cellule dal feto, il trapianto non è proibito, se ci sono possibilità diriuscita e non c'è un impedimento sciaraitico. Se la fonte del tessuto di cellule viventi da trapiantare è il cervello di feto, che ha più di 10-1 1 settimane, si distinguono i seguenti casi:

1) E' illecito il trapianto di cellule cerebrali, prelevate direttamente dal feto nel l'utero, causando con l'apertura di esso, la morte del feto.

2) E' lecito, invece, quando il prelievo avviene su feto disponibile a causa di aborto naturale, o non provocato, oppure di un aborto a scopo terapeutico, cioè dell'aborto nell'alternativa tra salvare la vita della madre o quella del nascituro.

E' lecito, in prospettiva, il trapianto di cellule cerebrali coltivate in vitro per la loro utilizzazione a richiesta, sempre che le cellule di cui trattasi siano state acquisite in modo sciaraitico. Nel caso che si verifichi la nascita di una creaturina senza cervello completo, non si possono prelevare dal suo corpo degli organi fino a che non ne sia stata accertata la morte e per l'espianto degli organi è necessario il consenso dei genitori.

Non è sciaraiticamente proibito fare in modo che il neonato cerebromancante sia mantenuto in vita artificialmente per conservare i suoi organi in vista di un trapianto imminente. Ci sono altre norme che regolano la donazione degli organi:

1) Rispetto della volontà del donatore, se il donatore ha espresso la sua volontà di donare i suoiorgani a una persona, o quella dei suoi eredi, che abbiano indicato una persona precisa come destinataria della donazione

2) Se il defunto ha indicato la persona destinataria dei suoi organi post-mortem per testamento, gli eredi non possono cambiare destinatario

3) Nel caso che la legge preveda che in caso di mancanza di testamento, o donazione, o non ci sia dichiarazione di rifiuto, si debba presumere il consenso, in questo caso l'assenza di dichiarazione dirifiuto si considera consenso e il trapianto puٍò essere eseguito.

Questo, in sintesi, è quanto prevede I'Islàm in ordine al trapianto di organi, secondo l'interpretazione prevalente dei giurisperiti musulmani, che derivano le regole del trapianto dalla lettura del Sublime Corano e dagli insegnamenti del Profeta Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l'abbia in gloria. E la Lode appartiene ad Allah II padrone e Signore di tutto ciò che esiste.

29 ottobre 2010

Avere a che fare con Halloween: 13 consigli per i genitori.

"Supponiamo che i vostri bambini tornino a casa la sera di Halloween (31 Ottobre) e vi preghino di andare a fare "Dolcetto o scherzetto". Non stanno più nella pelle per il desiderio di avere tutti i bubble gum, i lecca-lecca e le altre caramelle, per non parlare del travestirsi da Pokemon o da strega come il resto dei loro amici.
Osservate tutto questo con sgomento. Sapendo che Halloween ha a che fare con lo shirk (associare partners ad Allah) volete puntare i piedi una volta per tutte e non permettere ai ragazzi di uscire durante quella serata.

Questi sono dei suggerimenti per affrontare il trambusto Halloween.

1. Capire esattamente cos'è Halloween.

Troppo spesso, i genitori stessi brancolano nel buio riguardo ai retroscena di occasioni e festività come Halloween. Non pensate che sia una questione triviale. Una volta che avrete compreso perchè Halloween viene celebrato, ci penserete due volte riguardo al farvi partecipare i vostri figli. Infatti, ogni genitore che sta cercando di crescere suo figlio come un individuo consapevole nei confronti di Dio obietterà alla celebrazione dell'occasione. Spendete un'ora in biblioteca cercando nell'enciclopedia. Per avere una prospettiva islamica, date un'occhiata ai miti festivi. Se ne discutete con i vostri figli utilizzando informazioni corrette, e loro riusciranno quindi a comprendere che sapete di cosa state parlando, loro potrebbero addirittura essere d'accordo con voi nel non partecipare al rituale.

2. Parlatene loro come minimo un paio di settimane prima.

Questo viene reso più semplice dal fatto che le vendite dei dolciumi e dei costumi per Halloween già sono in corso, e il rituale annuale dei film horror è già in televisione. Quindi l'atmosfera è giusta per far sedere Aisha o Ali e avere con loro una discussione su Halloween. Parlando di ciò che accadrà la mattina del 31 Ottobre adesso, darà loro un po' di tempo per pensarci a fondo, e di abituarsi all'idea di non dover andare a fare "Dolcetto o scherzetto" solo perchè i loro amici lo fanno.

3. Spiegate razionalmente che noi abbiamo le nostre festività.

Parlare di Halloween in un contesto infuocato del tipo "Questi non musulmani sono così cattivi!" non aiuterà Aisha o Ali a capire perchè non dovrebbero parteciparvi.  I vostri isterismi li accecheranno di fronte alla realtà. Invece, spiegate loro che ogni gruppo o cultura ha le proprie celebrazioni, e noi, come musulmani, abbiamo le nostre. Halloween è una festa pagana. Quando arriva l'Aid, questa è la nostra festività. Spiegate con calma che cos'è, sottolineatene i suoi pericoli, e lasciate che i vostri figli ci pensino sopra.

4. Menzionate gli altri pericoli di Halloween.

Storie dell'orrore su lame di rasoio nascoste nelle mele (candite, che regalano per la festa, N.D.T.), lassativi donati al posto del cioccolato a chi fa "Dolcetto o scherzetto", o i pericoli della strada possono essere menzionati, ma non rendeteli il fulcro delle ragioni per cui voi obiettate su Halloween.

5. Spiegate che ognuna delle nostre festività ha un significato.

Ricordate ai vostri figli che per i musulmani le festività hanno sempre un significato buono e positivo. Per esempio, a l'Aid Al Fitr, noi celebriamo la nostra gioia di aver digiunato durante il mese benedetto di Ramadan, che è un periodo durante il quale ci sforziamo di avvicinarci di più ad Allah e di essere musulmani migliori. Halloween, invece, viene in parte celebrato per ricordare Shaithan (Satana), che è male, che tutti dovrebbero evitare, e dal quale cercare rifugio in Allah.

6. Enfatizzare il fatto che non c'è nulla di male nell'essere differenti.

Questo punto è cruciale perchè ci saranno altre occasioni e attività scolastiche nella loro vita alle quali i bambini musulmani non dovranno partecipare. Questo non significa permanente esclusione da tutte le scuole e/o attività, ma significa che come musulmani loro possono prendere ciò che è buono, ma devono anche imparare a respingere ciò che è male in maniera saggia.

7. Incontrate gli insegnanti dei vostri figli per parlarne.

Organizzate un incontro per parlare di Halloween e delle festività alle quali voi, come musulmani, non volete che i vostri figli siano coinvolti. Ma parlate anche delle attività che voi raccomandereste o approvereste, e discutete delle festività islamiche. Offritevi come volontari per andare, durante Ramadan, a distribuire cibo ai bambini durante una presentazione sul significato di questo mese per i musulmani, per esempio.

8. Non mandateli a scuola il giorno di Halloween se c'è in programma una festa.

Se l'insegnante ha programmato una festa per Halloween, semplicemente non mandate Ali o Aisha a scuola, quel giorno. Comunque, se lo fate, scrivete una lettera o una breve nota all'insegnante e/o al preside spiegando perchè vostro figlio o vostra figlia non andranno a scuola quel giorno.

9. Portateli a casa di un amico musulmano ad Halloween.

Non rendetela un'occasione speciale. Se voi regolarmente frequentate famiglie musulmane e i vostri figli sono amici con i loro figli, andate a far loro visita o invitateli per giocare o uscire. Questo li potrà distrarre dall'isteria Halloween che avviene fuori.

10. Portateli fuori per una ciambella.

O per qualsiasi altra cosa halal, così non sarete a casa quando chi verrà per fare "Dolcetto o scherzetto" busserà alla vostra porta; ciò aiutebbe a sostenere l'isteria Halloween.

11. Spegnete le luci, chiudete le finestre e spiegate il perchè ai vostri vicini (questo vale per l'America e per altri paesi che lo festeggiano).

Spegnendo le luci si darà il messaggio che quella casa davvero non è interessata ad Halloween. Chiudere le finestre potrebbe essere necessario, dato che gettare uova contro le case di coloro che non hanno regalato caramelle non è raro in quel periodo. Spiegate ai vostri vicini cos'è Halloween mettendo una breve nota gentile sulla vostra porta che riguarda il perchè voi non celebrate questa festività. Shaema Imam, per esempio, durante un Halloween, ha applicato una nota decorativa sulla sua porta dicendo ai propri vicini che lei non supportava la pseudo-satanica glorificazione del male rappresentata da Halloween. Comunque ha anche detto che è ottimo stabilire una cooperazione con i propri vicini per promuovere la sicurezza durante Halloween (ci sono stati sforzi nella sua zona per garantire ai bambini di fare "Dolcetto o scherzetto" in sicurezza). Imam non ricevette nessun commento, ma nemmeno nessuno colpì la sua casa con delle uova, ha raccontato.

12. Spargi la voce: du e o tre settimane prima organizzate un seminario.

Questo per mamme e papà musulmani, e per i loro figli più giovani. Il seminario dovrebbe presentare esattamente ciò che Halloween è in realtà e cosa possono fare in proposito i genitori musulmani. Mentre ciò avviene, i bambini potrebbero giocare assieme, accuditi da baby sitters. Questo sarà utile per informare le madri e i padri, e allo stesso tempo per dare ai figli un'opportunità di divertimento (e magari darà modo di organizzare un invito in modo che si possano evitare le follie della notte di Halloween - vedere il suggerimento n. 9).

13. Mantenete le vostre promesse su l'aid.

Per un certo numero di giovani musulmani che sono cresciuti in Occidente, l'Aid talvolta è un giorno come un altro, con genitori che nemmeno si prendono una vacanza dal lavoro. In altri casi, con dei genitori che si prendono una giornata libera, il rituale è lo stesso: ci si alza, si indossano vestiti nuovi, si guida verso la sala di preghiera, si prega, non si capisce realmente ciò che sta avvenendo, ci si abbraccia, ci si augura Aid Mubarak, si torna a casa, si mangia cibo "etnico", si ricevono soldi (come regalo). Non c'è da meravigliarsi se gli occhi dei nostri figli brillano quando vedono le luci di Natale, i regali confezionati e sentono parlare dei giochi e dei divertimenti di Halloween. Rendete l'Aid speciale. Non rendetelo invitante solo durante Halloween per convincere i ragazzi a non parteciparvi rompendo poi la vostra promessa. A l'Aid portateli alla preghiera comunitaria, portateli fuori nei locali ove si tengono feste o al parco divertimenti. Organizzate un raduno e invitate i loro amici. Le possibilità di divertimenti halal ci sono. Lo dobbiamo ai nostri figli, se vogliamo che rimangano musulmani e fieri di esserlo, celebrate le occasioni della vita che contano davvero per noi, come i due Aid."


Tradotto da:
Fonte originale
Seconda fonte

09 luglio 2010

Vorrei...

... partecipare ad un concorsino locale, ove si richiede di stilare un breve racconto a tema libero o un articolo sull'immigrazione passata e/o recente (queste sono le due opzioni che mi interessano).

Che dite, ci provo o mi dò all'ippica???