Fratelli, sorelle, amici/e, lo so che magari conta poco e serve a poco agli occhi della gente, ma ridiamo dignità a quel grande uomo che è stato Vik (Vittorio Arrigoni, morto martire per la Palestina), dato che nè i mass media nè lo stato lo hanno fatto. Votatelo come personaggio dell'anno... Basta un click. E fate girare.
http://blog.panorama.it/italia/2011/12/23/italia-2011-vota-il-personaggio-dellanno-il-sondaggio/
Chi è onesto sa che questo è il minimo fra gli onori che avrebbe meritato e che nessuno ha avuto il coraggio di conferirgli.
Almeno noi, Restiamo Umani.
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01 gennaio 2012
02 dicembre 2011
Se Milano, Roma, Londra, fossero occupate come la Palestina...
Immaginate vostra figlia o vostra sorella in fil di vita e voi in corsa contro il tempo per portarla all’ospedale in una città come Roma, come Milano, come Londra, che una mattina vi risvegliate e non è piu’ Londra, ne Milano ne Roma.
... Ma Nablus, Jenin, Gaza.
Quando la vita si spegne dinnanzi ad un checkpoint sulla strada verso la speranza
..............
Attorno a Gerusalemme il tempo di percorrenza medio necessario per trasportare un malato in ospedale è oggi di circa 2 ore, mentre era solo di 10 minuti nel 2001.
Solo in West Bank ci sono più di 600 checkpoints.
Dinnanzi a questi checkpoints, quotidianamente pazienti palestinesi bisognosi di cure vengo rimandati indietro.
Dinnanzi ai checkpoints donne gravide sono costrette a partorire per strada.
Dinnanzi ai checkpoints palestinesi in fila per passare vengono feriti, e talvolta uccisi dai soldati israeliani.
Immaginatevi una mattina di risvegliarvi nella vostra bella città occupata da Israele.
Restiamo umani
Vik da Gaza city
- 29/11/2010 -
Questo scriveva in diretta dai territori occupati Vittorio Arrigoni. Questo qualcuno ha voluto impedire che lui raccontasse. Questo, molto probabilmente, è il motivo per il quale gli è stata barbaramente rubata la vita. Ma scripta manent, grazie a Dio, così come il ricordo di un vero eroe.
... Ma Nablus, Jenin, Gaza.
Quando la vita si spegne dinnanzi ad un checkpoint sulla strada verso la speranza
..............
Attorno a Gerusalemme il tempo di percorrenza medio necessario per trasportare un malato in ospedale è oggi di circa 2 ore, mentre era solo di 10 minuti nel 2001.
Solo in West Bank ci sono più di 600 checkpoints.
Dinnanzi a questi checkpoints, quotidianamente pazienti palestinesi bisognosi di cure vengo rimandati indietro.
Dinnanzi ai checkpoints donne gravide sono costrette a partorire per strada.
Dinnanzi ai checkpoints palestinesi in fila per passare vengono feriti, e talvolta uccisi dai soldati israeliani.
Immaginatevi una mattina di risvegliarvi nella vostra bella città occupata da Israele.
Restiamo umani
Vik da Gaza city
- 29/11/2010 -
Questo scriveva in diretta dai territori occupati Vittorio Arrigoni. Questo qualcuno ha voluto impedire che lui raccontasse. Questo, molto probabilmente, è il motivo per il quale gli è stata barbaramente rubata la vita. Ma scripta manent, grazie a Dio, così come il ricordo di un vero eroe.
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05 luglio 2011
Consigli per il marito.
Chi prenderai come esempio, o fratello di religione? Chi imiterai quando non saprai come comportarti in una determinata situazione con tua moglie? Su quale testo andrai a cercare la risposta per ciò che ti preme sapere? A chi ti rivolgerai quando non capirai come risolvere eventuali vostri problemi?
"Senza dubbio, voi avete nel Messaggero di Allah un ottimo esempio (di comportamento)"
(Corano, Al-Ahzâb, 21)
Nel Sacro Corano, come sempre, troverai la risposta. E, una volta trovata, segui le parole di colui che ti ha insegnato come agire in ogni ambito della vita.
Scegli la tua futura compagna seguendo i parametri che il nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha indicato.
Non sceglierla per il suo status sociale o per la sua bellezza, sceglila per la dote di fede che apporterà alla vostra casa e alla vostra futura prole:
“La donna può essere sposata per (uno di questi) quattro motivi: per la sua richezza, per la sua discendenza, per la sua bellezza oppure per la sua religione. Cerca di sposare una che è religiosa, possano le tue mani essere cosparse di polvere.”
(Hadith trasmesso da al-Bukhari e Muslim)
Quando chiedi in moglie una donna fallo nella maniera indicata dal Rasul (pbsl). Vai dal suo tutore, dal padre o dal fratello e chiedi la sua mano. Poi, come ha detto il Profeta Muhammed (pbsl):
"Vai e guardala, è meglio che nasca l'amore tra di voi"
(Al Albani, classificato come sahih)
Questo significa che ci dovrà essere amore nel vostro matrimonio, sposarsi non significa solamente firmare un contratto e vivere assieme.
Seguendo passo passo i suoi consigli, eviterai di offendere o far torto a lei e alla sua famiglia.
Dalle poi, al momento del matrimonio, la sua dote come è buona consuetudine, come ha insegnato il Sacro Corano:
"E date alle vostre spose la loro dote"
(Corano, An-Nisa, 4)
Non essere avaro nel menàge della vostra vita familiare, nè esageratamente prodigo, chè il giusto sta sempre nel mezzo. Sì perchè l'avaro ama i suoi beni più dell'essere umano, mentre l'esageratamente prodigo rischia di dar troppo agli altri mettendo in difficoltà sè stesso e i suoi cari.
"coloro che quando spendono non sono né avari, né prodighi, ma si tengono nel giusto mezzo"
(Corano, Al Furqan, 67)
Non disprezzarla se fa un qualcosa che non ti piace, ma cerca di trovare ciò che c'è di buono in lei e di dimenticare il cattivo, cercando eventualmente, per il bene di entrambi, di correggerla:
"Che un credente non detesti una credente. Se un tratto del suo carattere non gli piace, un'altra qualità lo soddisfa"
(Trasmesso da Muslim)
perchè è sbagliato abbandonarla al suo destino e non aiutarla a migliorare.
Collabora nelle faccende domestiche, non lasciare a lei tutto il peso della gestione della casa:
"Il Profeta soleva aiutare nelle faccende domestiche; andava a fare la spesa, rammendava i suoi indumenti, aggiustava le sue scarpe e mungeva la sua capra"
(Trasmesso da Ahmed)
e, se ne hai la possibilità economica, assumi per lei una donna che la aiuti per far sì che lei si possa dedicare completamente all'adorazione di Allah, poi a voi, poi ai vostri figli.
Non impedirle di frequentare la sua famiglia di origine e lasciala adorare Allah quando è il momento, senza mettere davanti i tuoi bisogni ai suoi doveri verso l'Altissimo:
“...In verità, per il credente, la preghiera (salàt) è un obbligo in tempi ben determinati”.
(Corano, An nisa', 103)
Aiutala a svolgere i suoi doveri religiosi insegnandole, pregando assieme, guidandola nello studio del Corano e della sunnah:
“I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono la salàt, pagano la zakàt e obbediscono ad Allah e al suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso e saggio.” (Corano, At tawba, 71)
e se invece è lei a conoscere la religione meglio di te ascoltala senza imbarazzo:
"‘Umar chiedeva frequentemente l’aiuto di ‘Aisha per regolare i punti difficili della Legge."
Consentile di divertirsi assieme a te e ai vostri figli:
"Ho visto il Profeta velarmi con il suo mantello quando guardavo gli Abissini giocare nella moschea, finchè io non ne avevo più voglia"
(Unanime)
"Aisha riportò "Il Messaggero di Allah ha fatto la corsa con me e io l'ho battuto. Poi, col tempo, ho preso del peso. Fece allora la corsa con me e mi battè. Disse: - E' la mia rivincita! - alludendo alla volta passata" (Ahmed e Abu Dawud)
e confortala quando è giù di morale:
"Aisha raccontò al Profeta (pace e benedizioni su di lui) la storia di undici mariti con le loro undici mogli. Fu un lungo racconto, che alla fine narrava la storia di un uomo chiamato Abu Za'ra, che era molto gentile con la moglie; gli sposi erano innamorati, e vivevano felici, ma infine, egli la divorziò. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si voltò Aisha e le disse: “Ti tratto come Abu Za'ra trattava sua moglie, ma non divorzierò da te.”
(Al-Albany, Ash-Shmael Al-Muhammadiah, 215)
Non raccontare agli altri uomini i vostri segreti coniugali, nè a nessun altro:
"Il Messaggero di Allah ha presieduto alla nostra preghiera. Quando ha pronunciato il saluto di chiusura si è rivolto a noi e ci ha detto: - Restate ai vostri posti. C'è fra voi quell'uomo che, quando ha dei rapporti con su amoglie, chiude bene la porta, abbassa la tenda, poi esce e parla con gli altri dicendo loro "Ho fatto con mia moglie questo e quello?" Tacquero.Si rivolse allora alle donne e disse loro :"C'è fra voi una donna che fa questo?" Una ragazza si sedette su una delle ginocchia e si drizzò perchè il Messaggero di Allah la vedesse e sentisse le sue parole, poi disse: "Sì per Allah! Esse ne parlano, esse ne parlano" Il Profeta disse:" Sapete qual'è l'immagine di chi fa questo? L'immagine di chi fa questo è quella di un diavolo e di una diavola che si incontrano per strada e soddisfano il loro bisogno sessuale alla vista degli altri"
(Ahmed, Abu Dawud e Al Bazzar)
Non opprimerla, non pretendere da lei ciò che lei non è in grado di fare, rispetta la sua natura sensibile, delicata ed emotiva. Non impedirle di studiare la religione, nè di frequentare le case di Allah:
"Se le vostre mogli vi chiedono il permesso di andare a pregare alla moschea, concedeteglielo"
(At Tirmidhi)
Troppe, troppe volte si sente in giro di fratelli che maltrattano, segregano e mettono alle strette le loro mogli, finanziariamente e, peggio, psicologicamente. Ma il Rasul (pbsl) ha detto:
"Nessuno, tranne l'uomo nobile, tratta le donne in modo onorevole, e nessuno, tranne l'uomo spregevole, tratta le donne in modo riprovevole" (At Tirmidhi)
Vuoi essere un uomo spregevole? O un seguace del Profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui)?
Ricordati che tua moglie è anche tua sorella in Allah, e che come tale deve essere trattata nel migliore dei modi:
“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito fra voi amore e tenerezza" (30. 21)
La donna viene maltrattata non solo con la mano, ma anche con la parola, con la durezza nel comportamento, con la disattenzione e la carenza di affetto, con la mancanza di considerazione delle sue idee e dei suoi suggerimenti.
Segui gli insegnamenti di Allah ta'Ala, imita l'esempio del Rasul (pbsl), fai in modo che tua moglie sia soddisfatta di te così come è giusto che tu sia soddisfatto di lei. Parla con lei, chiedile la sua opinione come faceva il Rasul (pbsl) con le sue spose, gioca con lei, ridete, scherzate, e prima di tutto adorate l'Altissimo insieme, accrescendo di pari passo la vostra fede e la forza della vostra unione. Il Corano dice:
"esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro." (Al Baqara, 187)
Fai in modo di essere sì una veste, ma non di lana grezza: di fine seta, cucita su misura per l'anima e il cuore della tua sposa.
Siate felici insieme, non ognuno per sè. Siete due, ma ma la vostra famiglia è una. E quanto più sarà unita, tanto più sarà fonte di ispirazione e di esempio per i vostri figli, e un forte pilastro su cui una parte della società futura potrà sempre contare.
Che Allah benedica tutti coloro che si amano per amor Suo, amin.
"Senza dubbio, voi avete nel Messaggero di Allah un ottimo esempio (di comportamento)"
(Corano, Al-Ahzâb, 21)
Nel Sacro Corano, come sempre, troverai la risposta. E, una volta trovata, segui le parole di colui che ti ha insegnato come agire in ogni ambito della vita.
Scegli la tua futura compagna seguendo i parametri che il nobile Profeta (pace e benedizioni su di lui) ha indicato.
Non sceglierla per il suo status sociale o per la sua bellezza, sceglila per la dote di fede che apporterà alla vostra casa e alla vostra futura prole:
“La donna può essere sposata per (uno di questi) quattro motivi: per la sua richezza, per la sua discendenza, per la sua bellezza oppure per la sua religione. Cerca di sposare una che è religiosa, possano le tue mani essere cosparse di polvere.”
(Hadith trasmesso da al-Bukhari e Muslim)
Quando chiedi in moglie una donna fallo nella maniera indicata dal Rasul (pbsl). Vai dal suo tutore, dal padre o dal fratello e chiedi la sua mano. Poi, come ha detto il Profeta Muhammed (pbsl):
"Vai e guardala, è meglio che nasca l'amore tra di voi"
(Al Albani, classificato come sahih)
Questo significa che ci dovrà essere amore nel vostro matrimonio, sposarsi non significa solamente firmare un contratto e vivere assieme.
Seguendo passo passo i suoi consigli, eviterai di offendere o far torto a lei e alla sua famiglia.
Dalle poi, al momento del matrimonio, la sua dote come è buona consuetudine, come ha insegnato il Sacro Corano:
"E date alle vostre spose la loro dote"
(Corano, An-Nisa, 4)
Durante i primi approcci fisici che avrai con lei dopo il matrimonio, sii delicato e gentile come ha insegnato il Profeta Muhammed pbsl:
"Non gettatevi sulle vostre mogli come fanno le bestie. Mandate prima un messaggero". I suoi Compagni chiesero che cosa intendesse, ed egli rispose: "I baci e le parole dolci".
Sii paziente e premuroso momenti più delicati della sua vita:
"Quando ero mestruata e davo da bere all'Inviato di Dio, egli beveva e appoggiava le labbra dove io avevo appoggiato le mie"
(Trasmesso da Muslim)
“Fra i credenti vi sono coloro che hanno la più gentile predisposizione e sono i più gentili nei confronti delle loro famiglie; tali sono coloro che mostrano la più perfetta fede. I migliori fra loro sono coloro che sono i più gentili nei confronti delle loro spose.”
(Trasmesso da Bukhari e Muslim)
Non essere avaro nel menàge della vostra vita familiare, nè esageratamente prodigo, chè il giusto sta sempre nel mezzo. Sì perchè l'avaro ama i suoi beni più dell'essere umano, mentre l'esageratamente prodigo rischia di dar troppo agli altri mettendo in difficoltà sè stesso e i suoi cari.
"coloro che quando spendono non sono né avari, né prodighi, ma si tengono nel giusto mezzo"
(Corano, Al Furqan, 67)
Non disprezzarla se fa un qualcosa che non ti piace, ma cerca di trovare ciò che c'è di buono in lei e di dimenticare il cattivo, cercando eventualmente, per il bene di entrambi, di correggerla:
"Che un credente non detesti una credente. Se un tratto del suo carattere non gli piace, un'altra qualità lo soddisfa"
(Trasmesso da Muslim)
perchè è sbagliato abbandonarla al suo destino e non aiutarla a migliorare.
Collabora nelle faccende domestiche, non lasciare a lei tutto il peso della gestione della casa:
"Il Profeta soleva aiutare nelle faccende domestiche; andava a fare la spesa, rammendava i suoi indumenti, aggiustava le sue scarpe e mungeva la sua capra"
(Trasmesso da Ahmed)
e, se ne hai la possibilità economica, assumi per lei una donna che la aiuti per far sì che lei si possa dedicare completamente all'adorazione di Allah, poi a voi, poi ai vostri figli.
Non impedirle di frequentare la sua famiglia di origine e lasciala adorare Allah quando è il momento, senza mettere davanti i tuoi bisogni ai suoi doveri verso l'Altissimo:
“...In verità, per il credente, la preghiera (salàt) è un obbligo in tempi ben determinati”.
(Corano, An nisa', 103)
Aiutala a svolgere i suoi doveri religiosi insegnandole, pregando assieme, guidandola nello studio del Corano e della sunnah:
“I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono la salàt, pagano la zakàt e obbediscono ad Allah e al suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso e saggio.” (Corano, At tawba, 71)
e se invece è lei a conoscere la religione meglio di te ascoltala senza imbarazzo:
"‘Umar chiedeva frequentemente l’aiuto di ‘Aisha per regolare i punti difficili della Legge."
Consentile di divertirsi assieme a te e ai vostri figli:
"Ho visto il Profeta velarmi con il suo mantello quando guardavo gli Abissini giocare nella moschea, finchè io non ne avevo più voglia"
(Unanime)
"Aisha riportò "Il Messaggero di Allah ha fatto la corsa con me e io l'ho battuto. Poi, col tempo, ho preso del peso. Fece allora la corsa con me e mi battè. Disse: - E' la mia rivincita! - alludendo alla volta passata" (Ahmed e Abu Dawud)
e confortala quando è giù di morale:
"Aisha raccontò al Profeta (pace e benedizioni su di lui) la storia di undici mariti con le loro undici mogli. Fu un lungo racconto, che alla fine narrava la storia di un uomo chiamato Abu Za'ra, che era molto gentile con la moglie; gli sposi erano innamorati, e vivevano felici, ma infine, egli la divorziò. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si voltò Aisha e le disse: “Ti tratto come Abu Za'ra trattava sua moglie, ma non divorzierò da te.”
(Al-Albany, Ash-Shmael Al-Muhammadiah, 215)
Non raccontare agli altri uomini i vostri segreti coniugali, nè a nessun altro:
"Il Messaggero di Allah ha presieduto alla nostra preghiera. Quando ha pronunciato il saluto di chiusura si è rivolto a noi e ci ha detto: - Restate ai vostri posti. C'è fra voi quell'uomo che, quando ha dei rapporti con su amoglie, chiude bene la porta, abbassa la tenda, poi esce e parla con gli altri dicendo loro "Ho fatto con mia moglie questo e quello?" Tacquero.Si rivolse allora alle donne e disse loro :"C'è fra voi una donna che fa questo?" Una ragazza si sedette su una delle ginocchia e si drizzò perchè il Messaggero di Allah la vedesse e sentisse le sue parole, poi disse: "Sì per Allah! Esse ne parlano, esse ne parlano" Il Profeta disse:" Sapete qual'è l'immagine di chi fa questo? L'immagine di chi fa questo è quella di un diavolo e di una diavola che si incontrano per strada e soddisfano il loro bisogno sessuale alla vista degli altri"
(Ahmed, Abu Dawud e Al Bazzar)
Non opprimerla, non pretendere da lei ciò che lei non è in grado di fare, rispetta la sua natura sensibile, delicata ed emotiva. Non impedirle di studiare la religione, nè di frequentare le case di Allah:
"Se le vostre mogli vi chiedono il permesso di andare a pregare alla moschea, concedeteglielo"
(At Tirmidhi)
Troppe, troppe volte si sente in giro di fratelli che maltrattano, segregano e mettono alle strette le loro mogli, finanziariamente e, peggio, psicologicamente. Ma il Rasul (pbsl) ha detto:
"Nessuno, tranne l'uomo nobile, tratta le donne in modo onorevole, e nessuno, tranne l'uomo spregevole, tratta le donne in modo riprovevole" (At Tirmidhi)
Vuoi essere un uomo spregevole? O un seguace del Profeta Muhammed (pace e benedizioni su di lui)?
Ricordati che tua moglie è anche tua sorella in Allah, e che come tale deve essere trattata nel migliore dei modi:
“Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito fra voi amore e tenerezza" (30. 21)
La donna viene maltrattata non solo con la mano, ma anche con la parola, con la durezza nel comportamento, con la disattenzione e la carenza di affetto, con la mancanza di considerazione delle sue idee e dei suoi suggerimenti.
Segui gli insegnamenti di Allah ta'Ala, imita l'esempio del Rasul (pbsl), fai in modo che tua moglie sia soddisfatta di te così come è giusto che tu sia soddisfatto di lei. Parla con lei, chiedile la sua opinione come faceva il Rasul (pbsl) con le sue spose, gioca con lei, ridete, scherzate, e prima di tutto adorate l'Altissimo insieme, accrescendo di pari passo la vostra fede e la forza della vostra unione. Il Corano dice:
"esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro." (Al Baqara, 187)
Fai in modo di essere sì una veste, ma non di lana grezza: di fine seta, cucita su misura per l'anima e il cuore della tua sposa.
Siate felici insieme, non ognuno per sè. Siete due, ma ma la vostra famiglia è una. E quanto più sarà unita, tanto più sarà fonte di ispirazione e di esempio per i vostri figli, e un forte pilastro su cui una parte della società futura potrà sempre contare.
Che Allah benedica tutti coloro che si amano per amor Suo, amin.
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29 dicembre 2010
“Che Allah sia soddisfatto di te, padre!”
Una breve storia non immaginaria, vera.
"La lode spetta ad Allah, e siano la pace e la benedizione sui servi che Lui sceglie.
Scrivo con le lacrime agli occhi; di tristezza o di gioia? Non lo so. Che Allah mi aiuti!
Ecco qui la breve storia della morte di mio padre.
Per molto tempo, mio padre ha sofferto di una malattia al cuore; la malattia man mano si fece più acuta. Cominciò poi a soffrire di un altro male che gli affliggeva la milza, poi ebbe un cancro al fegato. Uno shock!
Malgrado i medici gli impedissero di fare le preghiere in moschea, lui insisteva per andarci cinque volte al giorno, perfino per quella del fajr (l'alba).
Per sette mesi lo abbiamo ripetutamente accompagnato dall’ospedale a casa, tanto che chi lavorava all'ospedale si era ormai abituato a vederci andare e venire.
Durante quel periodo, mio padre era molto vicino ad Allah. Meraviglioso...
Il coma lo colpiva di tanto in tanto. E' stato uno dei periodi più difficili. O Allah... Come eri paziente, ma soddisfatto, padre mio!
Per Allah, non ho mai visto un uomo simile.
E’ il momento di dire il motivo per cui sto scrivendo questa storia. E’ un messaggio che voglio indirizzare al mio cuore indurito e a coloro che amo in Allah; ad ogni fratello e ad ogni sorella.
Durante l’ultimo periodo, mio padre persisteva nel fare il dhikr (il ricordo di Allah, attraverso la lettura del Corano o la recitazione di formule specifiche insegnate dal Profeta Muhammed, pace e benedizioni su di lui), le cinque preghiere quotidiane e quella supererogatoria della notte. Poi, durante i suoi mancamenti, recitava versetti del Corano, oppure continuava a fare il dhikr.
Per Allah, mi dicevo che la perdita di coscienza colpiva me e non lui. Domandava sempre: ”Quale preghiera devo fare?”. Gloria ad Allah!
Il giorno 28 del mese islamico di Ramadan, circa un’ora prima di rompere il digiuno, insistette sul voler racimolare molti, molti soldi da distribuire ai poveri. Sebbene il momento non fosse adeguato, come gli avevo ricordato, fu facile distribuirli. Sia esaltato Allah.
Per sei mesi, gli ho rammentato che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allah protegge colui che muore di venerdì dalla tortura della tomba” (Sahih El Jamea; 5773)
Di conseguenza sperava che accadesse ciò e mi diceva: “Morirò di venerdì”.
Cominciava a raccomandarsi e ad insistere di preparare il sudario. Dopo averlo preparato, la sera di quel giorno, lo accompagnammo all’ospedale. Nella camera n.409, reparto medicina interna, Tanta (Egitto), il lieto fine cominciava ad apparire.
La malattia si fece sempre più acuta; mio padre non poteva girarsi né a destra né a sinistra. Non poteva più muoversi...
Giuro su Allah, sentivo il mio cuore spezzarsi. Ma niente cambiava.
Tempo addietro io e lui ascoltavamo assieme le parole di Sheikh Mohammad Hassan, soprattutto le lezioni che parlavano dell’afflizione. Amava molto questo Shaikh, che è come se mi avesse allevato ed insegnato a trattare bene mio padre.
Chiedeva sempre di ascoltare il Corano. Quando lo accompagnammo nella camera di terapia intensiva, era molto arrabbiato perchè gli mancava... Dopo aver chiesto il permesso ad un'infermiera, gli portammo una piccola radio.
Gli facevo ripetere il dhikr, uno per uno. Poi, Allah mi fece ricordare di fare lo stesso usando delle lezioni preparate dal dott. Hazem Shoman che contenevano altre varietà di dhikr.
Un meraviglioso ricordo: una sera, gli feci ripetere “Subhana Allah wa Bihamdih subhana Allah el Athiim’ (la gloria e la lode siamo ad Allah, sia esaltato Allah l'Altissimo) e poi uscii a comperare la cena in un ristorante vicino all’ospedale. Dopo essere ritornato, trovai tutti i degenti che stavano ripetendo questo dhikr. Gli dissi sorridendo: “Stai anche facendo dawah (spiegare l'Islam alle persone)?”. Sia esaltato il Re (uno dei Nomi di Allah, gloria a Lui). Una volta, riprese conoscenza chiedendomi di ripetere nuovamente quel dhikr, poi rientrò di nuovo in coma.
Prima di accompagnarlo in terapia intensiva, mi chiese di domandare al dott. Abd el Rahman el Sawi di pregare per lui. Amava molto questo sapiente. Quando gli dissi che mi ero messo d’accordo con lo Sheikh per andare a fargli visita, era contento al punto da non poterci credere. In quel momento il caro Sheikh era però in Arabia Saudita, ma non lo dissi a mio padre per non deluderlo.
Nuovamente si stava domandando: “Quale preghiera devo fare?”
Un giorno, dopo che io avevo fatto la preghiera “Fajr”, gli chiesi: “Vuoi fare la preghiera?”.
Mi rispose meravigliato: “Se voglio fare la preghiera (il dono) del fajr? Le due prosternazioni migliori di tutto ciò che è bene nella vita?”
Giuro su Allah, questo fa piangere. O Allah... Come sono svogliato!
Un giorno mentre rassettavo il suo vestito, mi baciò improvvisamente le mani. Io baciai la sua testa, e, come al solito, si rifiutò di farmi baciare le sue mani.
Le ultime parole che mi disse furono: “Che Allah ti renda buono, vai a dormire un po'! Vai!”.
Mentre stava facendo la preghiera del tahajud, perse conoscenza. La sua adorazione non era perfetta. Ma Allah non pretende dai malati.
Un venerdì precedente (il giorno 13 del mese islamico di Shawwal), ero andato alla moschea per fare la preghiera del Venerdì a Tanta - el Gharbia; l’imam quel giorno era Mohammed Hassan, il nostro caro Sheikh. Per aspettarlo, rientrai in ritardo all’ospedale.
Dopo averlo raggiunto, l’infermiera voleva impedirmi di entrare nella camera di mio padre. Insistevo, ma invano! Sia esaltato Allah; Allah predestina tutto.
Il suocero di mia sorella lo aveva visto prima del mio arrivo. Le ultime parole che mio padre gli disse furono: “Quale preghiera devo fare?” Gli rispose: ”Fai la preghiera del dhohr (del mezzogiorno)! Abbiamo appena fatto quella del Venerdì.” Mio padre gli chiese meravigliato: “Dhohr?”
-“Sì”.
-“La farò?”.
-“Sì”.
Successivamente perse nuovamente conoscenza. Erano quasi le cinque meno dieci, Allah mi fece rientrare tardi in camera sua. Come ti amavo, padre mio!
Era il tempo dell’agonia. Questa è una verità che io e la maggior parte della gente omettiamo. Vivere questi momenti è davvero diverso dal leggerli nei libri. Non posso dimenticare quella scena.
Mentre gli stavo facendo ripetere il dhikr, giunse il momento di dire “La ilaha illa Allah” (non c'è dio all'infuori di Allah – frase che si pronuncia normalmente durante il dhikr ma che è raccomandato dire anche sul letto di morte, perchè chi la pronuncia per ultima, è certo che vada in Paradiso). Tentai di fargli pronunciare la frase, fallendo. Poi, cominciai a ripeterla molte volte.
Vedendo mio padre addormentato sul lato destro seguendo l'insegnamento del Profeta (pace e benedizioni su di lui), invocai Allah: “Che Allah lo faccia morire prima del tramonto”, cioè durante il Venerdì, come lui sperava.
Dopo alcuni minuti, con un sorriso, disse quella frase con semplicità. La ripeté anche successivamente, dopo che mia madre era entrata nella stanza e glielo aveva fatto pronunciare. Avevo infatti chiesto a mia madre di non dire niente tranne questo dhikr. Alle cinque di sera, mentre mi avvicinavo alla porta della camera, la calamità avvenne. Allah ha chiamato così la morte, nel Corano.
Mio padre morì, ma la sua morte ha fatto svegliare molti (dalla negligenza). Il venerdì, come sperava, morì. Allah ci aiutò a compiere tutti i riti necessari. Che meraviglia!
Dopo aver saputo che il dott. Abd el Rahman era arrivato dall'Arabia, gli diedi la notizia. Poi egli pregò per lui, come desiderava mio padre.
Successivamente giunse un momento di felicità. Era il momento di lavarlo (prima della sepoltura, come il rito islamico prevede). Io e gli Sheikh presenti ci accorgemmo che era leggero come una piuma. Lo spostavamo con facilità, a destra e a sinistra. Era molto pulito. Alla fine, aprì la bocca, sorridendo... Era il momento di sorridere...
Tutto finì molto rapidamente. Grazie ad Allah, abbiamo fatto tutto seguendo la Sunnah (insegnamento) del Profeta (pace e benedizioni su di lui) ed evitando qualsiasi innovazione. Questa fu la raccomandazione di mio padre.
Poi, una folla intera fece la preghiera funebre. Era una vista meravigliosa.
Successivamente, venne il momento di seppellirlo. Accadde un fatto molto strano; mentre lo calavamo nella tomba, il sudario cominciò ad aprirsi a poco a poco, senza che nessuno lo avesse toccato. Sembrava avesse fretta... Dissi: “Sia esaltato Allah!”. Anche se avevamo atteso 18 ore prima di seppellirlo, il suo corpo non era affatto rigido.
Il giorno dopo, il cognato fece l'Omra (il pellegrinaggio minore) per lui. O Allah... Le ultime raccomandazioni che mi fece riguardavano il Corano e l'Omra... Mi raccomandò di non dimenticare di fare l'Omra dopo l'abrogazione della nuova legge che mi impediva di viaggiare, cosa che lo faceva molto arrabbiare. O Allah...
Sia esaltato Allah.
Credo di dover essere io a piangere e non mio padre, no?
Che Allah sia soddisfatto di te, o padre!
Questa è la breve storia della morte di mio padre.
Che Allah lo renda uno fra i buoni e lo riunisca con il Profeta (pace e benedizioni su di lui) nel Firdaws el Aala (il livello più alto del Paradiso; amin...)!
Vi chiedo di pregare per lui.
Che Allah ci benedica con una buona morte!
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “La buona morte è per chi ha vissuto obbedendo ad Allah, e la cattiva morte è per chi ha vissuto disobbedendo ad Allah”
(Al silsila al sahiha: 283 - 1/572)
Jazakum Allahu khairan (che Allah vi doni il bene)
Vi amo in Allah!"
Questa storia è stata tratta dal sito: www.way2allah.com
Lezione audio: la buona pazienza
Sheikh: Ahmad Jalal
"La lode spetta ad Allah, e siano la pace e la benedizione sui servi che Lui sceglie.
Scrivo con le lacrime agli occhi; di tristezza o di gioia? Non lo so. Che Allah mi aiuti!
Ecco qui la breve storia della morte di mio padre.
Per molto tempo, mio padre ha sofferto di una malattia al cuore; la malattia man mano si fece più acuta. Cominciò poi a soffrire di un altro male che gli affliggeva la milza, poi ebbe un cancro al fegato. Uno shock!
Malgrado i medici gli impedissero di fare le preghiere in moschea, lui insisteva per andarci cinque volte al giorno, perfino per quella del fajr (l'alba).
Per sette mesi lo abbiamo ripetutamente accompagnato dall’ospedale a casa, tanto che chi lavorava all'ospedale si era ormai abituato a vederci andare e venire.
Durante quel periodo, mio padre era molto vicino ad Allah. Meraviglioso...
Il coma lo colpiva di tanto in tanto. E' stato uno dei periodi più difficili. O Allah... Come eri paziente, ma soddisfatto, padre mio!
Per Allah, non ho mai visto un uomo simile.
E’ il momento di dire il motivo per cui sto scrivendo questa storia. E’ un messaggio che voglio indirizzare al mio cuore indurito e a coloro che amo in Allah; ad ogni fratello e ad ogni sorella.
Durante l’ultimo periodo, mio padre persisteva nel fare il dhikr (il ricordo di Allah, attraverso la lettura del Corano o la recitazione di formule specifiche insegnate dal Profeta Muhammed, pace e benedizioni su di lui), le cinque preghiere quotidiane e quella supererogatoria della notte. Poi, durante i suoi mancamenti, recitava versetti del Corano, oppure continuava a fare il dhikr.
Per Allah, mi dicevo che la perdita di coscienza colpiva me e non lui. Domandava sempre: ”Quale preghiera devo fare?”. Gloria ad Allah!
Il giorno 28 del mese islamico di Ramadan, circa un’ora prima di rompere il digiuno, insistette sul voler racimolare molti, molti soldi da distribuire ai poveri. Sebbene il momento non fosse adeguato, come gli avevo ricordato, fu facile distribuirli. Sia esaltato Allah.
Per sei mesi, gli ho rammentato che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allah protegge colui che muore di venerdì dalla tortura della tomba” (Sahih El Jamea; 5773)
Di conseguenza sperava che accadesse ciò e mi diceva: “Morirò di venerdì”.
Cominciava a raccomandarsi e ad insistere di preparare il sudario. Dopo averlo preparato, la sera di quel giorno, lo accompagnammo all’ospedale. Nella camera n.409, reparto medicina interna, Tanta (Egitto), il lieto fine cominciava ad apparire.
La malattia si fece sempre più acuta; mio padre non poteva girarsi né a destra né a sinistra. Non poteva più muoversi...
Giuro su Allah, sentivo il mio cuore spezzarsi. Ma niente cambiava.
Tempo addietro io e lui ascoltavamo assieme le parole di Sheikh Mohammad Hassan, soprattutto le lezioni che parlavano dell’afflizione. Amava molto questo Shaikh, che è come se mi avesse allevato ed insegnato a trattare bene mio padre.
Chiedeva sempre di ascoltare il Corano. Quando lo accompagnammo nella camera di terapia intensiva, era molto arrabbiato perchè gli mancava... Dopo aver chiesto il permesso ad un'infermiera, gli portammo una piccola radio.
Gli facevo ripetere il dhikr, uno per uno. Poi, Allah mi fece ricordare di fare lo stesso usando delle lezioni preparate dal dott. Hazem Shoman che contenevano altre varietà di dhikr.
Un meraviglioso ricordo: una sera, gli feci ripetere “Subhana Allah wa Bihamdih subhana Allah el Athiim’ (la gloria e la lode siamo ad Allah, sia esaltato Allah l'Altissimo) e poi uscii a comperare la cena in un ristorante vicino all’ospedale. Dopo essere ritornato, trovai tutti i degenti che stavano ripetendo questo dhikr. Gli dissi sorridendo: “Stai anche facendo dawah (spiegare l'Islam alle persone)?”. Sia esaltato il Re (uno dei Nomi di Allah, gloria a Lui). Una volta, riprese conoscenza chiedendomi di ripetere nuovamente quel dhikr, poi rientrò di nuovo in coma.
Prima di accompagnarlo in terapia intensiva, mi chiese di domandare al dott. Abd el Rahman el Sawi di pregare per lui. Amava molto questo sapiente. Quando gli dissi che mi ero messo d’accordo con lo Sheikh per andare a fargli visita, era contento al punto da non poterci credere. In quel momento il caro Sheikh era però in Arabia Saudita, ma non lo dissi a mio padre per non deluderlo.
Nuovamente si stava domandando: “Quale preghiera devo fare?”
Un giorno, dopo che io avevo fatto la preghiera “Fajr”, gli chiesi: “Vuoi fare la preghiera?”.
Mi rispose meravigliato: “Se voglio fare la preghiera (il dono) del fajr? Le due prosternazioni migliori di tutto ciò che è bene nella vita?”
Giuro su Allah, questo fa piangere. O Allah... Come sono svogliato!
Un giorno mentre rassettavo il suo vestito, mi baciò improvvisamente le mani. Io baciai la sua testa, e, come al solito, si rifiutò di farmi baciare le sue mani.
Le ultime parole che mi disse furono: “Che Allah ti renda buono, vai a dormire un po'! Vai!”.
Mentre stava facendo la preghiera del tahajud, perse conoscenza. La sua adorazione non era perfetta. Ma Allah non pretende dai malati.
Un venerdì precedente (il giorno 13 del mese islamico di Shawwal), ero andato alla moschea per fare la preghiera del Venerdì a Tanta - el Gharbia; l’imam quel giorno era Mohammed Hassan, il nostro caro Sheikh. Per aspettarlo, rientrai in ritardo all’ospedale.
Dopo averlo raggiunto, l’infermiera voleva impedirmi di entrare nella camera di mio padre. Insistevo, ma invano! Sia esaltato Allah; Allah predestina tutto.
Il suocero di mia sorella lo aveva visto prima del mio arrivo. Le ultime parole che mio padre gli disse furono: “Quale preghiera devo fare?” Gli rispose: ”Fai la preghiera del dhohr (del mezzogiorno)! Abbiamo appena fatto quella del Venerdì.” Mio padre gli chiese meravigliato: “Dhohr?”
-“Sì”.
-“La farò?”.
-“Sì”.
Successivamente perse nuovamente conoscenza. Erano quasi le cinque meno dieci, Allah mi fece rientrare tardi in camera sua. Come ti amavo, padre mio!
Era il tempo dell’agonia. Questa è una verità che io e la maggior parte della gente omettiamo. Vivere questi momenti è davvero diverso dal leggerli nei libri. Non posso dimenticare quella scena.
Mentre gli stavo facendo ripetere il dhikr, giunse il momento di dire “La ilaha illa Allah” (non c'è dio all'infuori di Allah – frase che si pronuncia normalmente durante il dhikr ma che è raccomandato dire anche sul letto di morte, perchè chi la pronuncia per ultima, è certo che vada in Paradiso). Tentai di fargli pronunciare la frase, fallendo. Poi, cominciai a ripeterla molte volte.
Vedendo mio padre addormentato sul lato destro seguendo l'insegnamento del Profeta (pace e benedizioni su di lui), invocai Allah: “Che Allah lo faccia morire prima del tramonto”, cioè durante il Venerdì, come lui sperava.
Dopo alcuni minuti, con un sorriso, disse quella frase con semplicità. La ripeté anche successivamente, dopo che mia madre era entrata nella stanza e glielo aveva fatto pronunciare. Avevo infatti chiesto a mia madre di non dire niente tranne questo dhikr. Alle cinque di sera, mentre mi avvicinavo alla porta della camera, la calamità avvenne. Allah ha chiamato così la morte, nel Corano.
Mio padre morì, ma la sua morte ha fatto svegliare molti (dalla negligenza). Il venerdì, come sperava, morì. Allah ci aiutò a compiere tutti i riti necessari. Che meraviglia!
Dopo aver saputo che il dott. Abd el Rahman era arrivato dall'Arabia, gli diedi la notizia. Poi egli pregò per lui, come desiderava mio padre.
Successivamente giunse un momento di felicità. Era il momento di lavarlo (prima della sepoltura, come il rito islamico prevede). Io e gli Sheikh presenti ci accorgemmo che era leggero come una piuma. Lo spostavamo con facilità, a destra e a sinistra. Era molto pulito. Alla fine, aprì la bocca, sorridendo... Era il momento di sorridere...
Tutto finì molto rapidamente. Grazie ad Allah, abbiamo fatto tutto seguendo la Sunnah (insegnamento) del Profeta (pace e benedizioni su di lui) ed evitando qualsiasi innovazione. Questa fu la raccomandazione di mio padre.
Poi, una folla intera fece la preghiera funebre. Era una vista meravigliosa.
Successivamente, venne il momento di seppellirlo. Accadde un fatto molto strano; mentre lo calavamo nella tomba, il sudario cominciò ad aprirsi a poco a poco, senza che nessuno lo avesse toccato. Sembrava avesse fretta... Dissi: “Sia esaltato Allah!”. Anche se avevamo atteso 18 ore prima di seppellirlo, il suo corpo non era affatto rigido.
Il giorno dopo, il cognato fece l'Omra (il pellegrinaggio minore) per lui. O Allah... Le ultime raccomandazioni che mi fece riguardavano il Corano e l'Omra... Mi raccomandò di non dimenticare di fare l'Omra dopo l'abrogazione della nuova legge che mi impediva di viaggiare, cosa che lo faceva molto arrabbiare. O Allah...
Sia esaltato Allah.
Credo di dover essere io a piangere e non mio padre, no?
Che Allah sia soddisfatto di te, o padre!
Questa è la breve storia della morte di mio padre.
Che Allah lo renda uno fra i buoni e lo riunisca con il Profeta (pace e benedizioni su di lui) nel Firdaws el Aala (il livello più alto del Paradiso; amin...)!
Vi chiedo di pregare per lui.
Che Allah ci benedica con una buona morte!
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “La buona morte è per chi ha vissuto obbedendo ad Allah, e la cattiva morte è per chi ha vissuto disobbedendo ad Allah”
(Al silsila al sahiha: 283 - 1/572)
Jazakum Allahu khairan (che Allah vi doni il bene)
Vi amo in Allah!"
Questa storia è stata tratta dal sito: www.way2allah.com
Lezione audio: la buona pazienza
Sheikh: Ahmad Jalal
Traduzione a cura della sorella Heba Hamdy (Jazak Allahu khairan!)
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