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12 ottobre 2014

Nonostante tutto...

Nonostante Isis e schifezze varie (come altro si potrebbe denominare chi, in nome dell'Altissimo Signore dei mondi commette azioni infami che non appartengono nè ai Suoi insegnamenti nè alla pratica di vita del Suo ultimo Profeta, Muhammed, pace su di lui?), nonostante Sante-de-che che ancora, dopo millanta anni che vanno in tv a parlare di Islam hanno il coraggio di asserire facendo inoltre figurelle abbastanza barbine che le macellerie islamiche finanziano il fondamentalismo (seee, con le tasse che si pagano in Italia manco i libri di scuola per i figli riescono ad acquistare, i macellai, altrochè finanziamenti esteri a individui sconosciuti!), nonostante Bruni Vespi e derivati vari che invitano nei talk show chiunque si dica musulmano senza accertarsi prima dei suoi studi, della sua cultura, della sua rappresentatività in Italia (ovvero, piglio chi piglio basta che faccia audience) e nonostante invasioni islamiche da parte degli attuali mammaliturchianzichèno (dato che di turchi non si tratta ma per lo più di profughi siriani, palestinesi, che muoiono letteralmente di bombe e fame e che tra l'altro manco in Italia restano, perchè lo sanno che non c'è trippa per gatti, qui. Emigrano tutti al Nord Europa, altro che invasioni.... Transiti semmai.), c'è un sottobosco di persone sensibili, intelligenti, colte che si interessa all'Islam.

Donne spesso, che di nascosto dai loro figli, mariti e famiglie di estrazione cattolica sono toccate dalla spiritualità, dalla profondità e dal fascino di una religione che va ad agitare un qualcosa nel punto più sensibile dell'essere umano. In quell'angolino lì, in fondo al cuore, ove l'emozione e il sentimento che vi giungono per vie traverse lo fanno vibrare, agitandolo e facendolo battere più forte, più veloce, con più vigore. Vibrazione che poi giunge alla mente, che curiosa vuole capire, vuole indagare, vuole sapere perchè succede questo, cos'è che fa fremere questo inquieto organo, perchè questa religione confonde e pizzica le corde dell'anima.

Loro sanno, capiscono grazie a queste vibrazioni, alle loro sensazioni, ai loro fremiti emotivi che quella è la Via giusta. Sanno già cos'è l'Islam, è già parte di loro, e sanno che quel percorso è quello che Colui che le ha create ha scelto per loro.

E gli vanno incontro, con timore e bramosia, come si va incontro al grande amore della vita. Anzi, di più.

Nonostante tutto.

24 novembre 2013

Dedicato...

...ad uno speciale gruppo di sorelline e a tutti coloro che anelano ardentemente alla vista del Suo Volto.

Imparate l'Islam dai libri sorelline, imparate l'Islam dal Corano e dalla sunna, imparate l'Islam dalle storie dei sahaba e dai grandi sapienti che hanno fatto la storia dell'Islam. Non imparatelo dalle persone, non imitate MAI un comportamento se non siete certe faccia parte della giusta condotta islamica, e soprattutto non frequentate persone di dubbia moralità perchè l'amico diventa come l'amico... Mantenete il vostro cuore puro, e se fate sbagli come è umano che sia, fateli da voi e non prendeteli da altri, chè altrimenti non vi accorgereste che sono tali e non accorgendovene probabilmente non riuscireste a correggervi.

State attente, sorelline, la religione è ciò di più prezioso voi possediate, non svendetela per la dunya, e soprattutto cercate ogni giorno di riflettere su voi stesse e di migliorarvi, per Allah, poi per voi stesse e per le vostre famiglie. Dobbiamo anche essere un buon esempio per i nostri figli... Vorreste mai vostro malgrado insegnar loro un qualcosa che nell'Altra Vita sarà causa di sofferenza?

Camminate sul sentiero di Allah anche se a volte sarà difficile, impopolare o anche se qualcuno vorrà trascinarvene fuori. Resistete, difendete le vostre anime, Allah ta'Ala vi difenderà nel Giorno del Giudizio.

Che l'Altissimo protegga noi e le nostre famiglie dalla malattia, dalla miscredenza e dalla povertà, amin.

02 settembre 2012

Hamza e i significati del Corano - Video

Il film-documentario sulla storia di come il fratello Hamza Piccardo ha deciso di tradurre il Sacro Corano in lingua italiana. Bellissimo e commovente. In lingua italiana con sottotitoli in arabo. Regia di Mohammed Kenawi.

30 agosto 2012

Forse non è solo un blog...

... Che ogni tanto mi scordo quanto possa essere importante per alcune persone un blog come questo, ma grazie a Dio poi arriva chi, in punta di piedi, sussurrando, te lo fa rimembrare...

Che l'Altissimo possa continuare a renderlo utile per amor Suo, amin...

Grazie a tutti coloro che in silenzio leggono e che comprendono tutto ciò che mi sforzo di trasmettere loro: l'amore per la mia religione e la sua beltà.

05 luglio 2012

Apriamo le finestre...

E' il caso di dare una spolveratina a questo blog, di riaprire le finestre, cambiare aria, riprendere a fare ciò che un tempo mi appagava e mi dava soddisfazione, scrivere, condividere, parlare con chi ha voglia di ascoltarmi.

Per parlare di Islam, di ingiustizie, di novità; per approfondire la religione, descriverla a chi non la conosce, presentarla in maniera semplice a chi ancora la teme.

E farlo come sempre, attraverso le parole di una donna musulmana che altro non vuol fare che smontare qualche pregiudizio e vivere serenamente con tutti, anche con chi non condivide il suo credo e le sue scelte di vita.

Non sempre ci si riesce, anzi. Spesso la serenità è solo quell'attimo fuggente, in funzione del quale però si vive una vita intera. Ma provare è nostro dovere. Dovere di musulmani.

Ci si ribecca in giro inshaLlah, da oggi riapro i battenti...

As salam alaykum!

Aisha

10 marzo 2012

Cosa ti manca, sorella?

Cosa ti manca sorella? Di cosa hai paura?

Ti chiamo sorella anche se non hai ancora dato shahada perchè ti sento già, mia sorella.

Perchè vedo il tuo cuore in fiducioso ascolto della parola di Dio, lo vedo trepidante e timoroso in attesa di assorbire ogni regola, ogni Legge, ogni Parola misericodiosa che Egli ha voluto donare a tutta la Sua creazione.

Ti vedo mentre ti commuovi davanti ad un hadith, percepisco che ti spaventi davanti al versetto che parla dell'Inferno, che il tuo cuore esprime profondo biasimo nei confronti di coloro che denigrano il Suo Altissimo Volere.

Ti sento gioire quando un musulmano si tira fuori da una situazione difficile, e star male se soffre. Vedo i tuoi occhi accarezzare i lunghi abiti e i soffici veli che desideri ardentemente possano scendere senza più remore sul tuo capo e mettere nel cassetto smalti e rossetti che ormai ti senti in colpa ad usare.

Ti vedo leggere con partecipazione delle sofferenze dei fratelli e sorelle che vivono nelle zone di guerra, e attivarti per loro in ogni situazione possibile. Così come ti vedo star male perchè ancora dentro di te qualcosa ti frena.

Lo so come ti senti, io ti capisco, io sono stata come te, uguale a te.

Temevo a mia volta gli sguardi delle persone, i loro giudizi, il fatto che pensassero che mi era dato di volta il cervello ad abbracciare una religione che loro pensano sia maschilista e retrograda (FALSO!).

Mi dicevo "Quando metterò il velo mi guarderanno tutti, con che coraggio andrò dai miei familiari per dir loro -No, grazie, non mangio maiale perchè sono musulmana"... Come farò a spiegare alle mie amiche il mio nuovo modo di essere, di vestire, di pensare?"

Ma alla fine mi sono accorta che lo scoglio più grande lo avevo messo io stessa, non gli altri. Ero IO ad essere insicura, ero IO ad aver paura, ero IO ad aver messo i paletti.

E quando ho capito che l'Amore di Dio è più grande ed infinitamente più prezioso di ogni piccolo imbarazzo che avrebbe potuto causarmi il mio nuovo status di musulmana sono andata da Lui...

E nulla è stato più facile...

Tutte le paure pian piano sono svanite, tutti i blocchi mentali abbattuti, tutte le barriere scomparse...

E' diventato naturale spiegare il perchè del velo nell'ormai secondo millennio, il fatto che il maiale no, non si mangia perchè lo ha detto Allah nel Sacro Corano, scegliere un bel cappotto lungo per sentirsi a proprio agio con la propria coscienza perchè ben coperte...

Per quello ti dico, cara sorella, sei tu quella che può, alla velocità di un battito di ciglia, con l'aiuto di Dio far svanire tutto ciò che ti tiene lontana da Lui.

Lui ti ha dato la Luce, afferrala, ora, prima che sia troppo tardi, prima che tu debba pentirtene, prima che l'Angelo della morte colga la tua anima.

Non sappiamo fino a quando resteremo su questo mondo, qualcuno fra i lettori addirittura questa sera stessa potrebbe non esistere più. E a quel punto nulla potrà salvargli l'anima dalla dannazione perenne.

Vai da Lui sorella, subito. Vai da Lui, e sarai serena, felice, forte, appagata come mai sei stata in tutta la tua vita.

Entra nell'Islam, entra nella Luce, raggiungi le tue sorelle che ti amano, e che altro non desiderano che vedere la tua anima accanto alle loro.

Ti aspettiamo a braccia aperte, e Lui è lì, per te, raggiungiLo. Ora.

14 gennaio 2012

La vera gioia della vita.

Mi capita di leggere talvolta su blog o social network frasi o pensieri di persone che conosco dal vivo, che stimo per la loro intelligenza, per la loro capacità di vivere in mezzo agli altri, per le loro doti lavorative e umane. Parlo di non musulmani in questo caso.

Persone che però hanno una grande sofferenza di fondo, lo si percepisce da ciò che scrivono, talvolta in maniera chiara, talvolta meno.

Scrivono che non hanno idea di quale sia il motivo per il quale vivono, dove devono andare, chi sono, perchè esistono le sofferenze di questo mondo.

Nonostante le loro indubbie, importanti qualità non sono nemmeno in grado di comprendere a fondo sè stessi.

Ciò che di bello hanno li fa comunque soffrire, lasciandoli disperati alla ricerca di qualcosa che non sanno di che si tratti.

Ma vedo anche persone molto più semplici nel loro modo di agire e vivere, magari non particolarmente abbienti, che conducono scarsa vita sociale per loro scelta o per carenza di possibilità, che hanno gravi problemi di salute e di lavoro che però hanno una forza, una sicurezza, una flemma invidiata da tutti coloro che, come il primo esempio, invece hanno materialmente tutto ma in fondo sono privi di quell'Energia, di quella Forza che solo la vera Fede può donare.

Nella difficoltà i primi si disperano, piangono, si isolano da tutto e da tutti, spesso e volentieri cadono in depressione perchè si sentono vittime inermi e indifese di un Disegno che non sono in grado di controllare.

I secondi invece magari sì, piangono a loro volta ma mai si disperano, perchè si rifugiano nella Volontà di Dio, consci del fatto che tutto ciò che avviene è Suo Decreto, immutabile se non attraverso la pura sottomissione e la pazienza. E da lì traggono quella immensa, inimmaginabile, insostituibile Forza che solo il credente può avere.

Una Forza talmente grande da risultate evidente e quasi palpabile per tutti coloro che non la hanno.

Un'esistenza materialmente ricca e sicura infatti è comunque insoddisfacente ed insipida se dentro di sè non si ha il vero impulso vitale senza quale l'essere umano perirebbe tra sofferenze atroci in questa vita e nell'Altra.

Ovvero l'Amore per Dio.

L'Amore vero però, quello che ti spinge a ringraziarLo quando soffri, a lodarLo quando rimani senza lavoro, a glorificarLo quando ti succede una disgrazia visto che sai che tutto ciò altro non è che una Prova per te che, se superata, ti permetterà di essere davvero più forte e migliore.

Migliore nei confronti di te stesso, migliore agli occhi degli altri, migliore davanti a Dio, se Lui vuole.

Tutto di guadagnato se si segue il Suo percorso e la Sua Volontà. La nostra anima e il nostro cuore lo sanno, perchè la pace che provano non potrebbe mai essere sostituita da null'altro. La calda, sicura, amorevole Luce della Fede è quanto di più gelosamente prezioso l'uomo possa sperare di arrivare ad ottenere.

Grazie a Dio per tutto ciò che ci permette di avere.

Grazie a Dio per averci creato al solo scopo di lodarLo.

Grazie a Dio perchè ha creato la sofferenza, senza la quale la gioia non avrebbe alcun sapore.

Che l'Altissimo permetta di godere di tutto questo a tutti coloro che sono dotati di vero e candido intelletto, amin.

18 novembre 2011

Scombinata poesia...

Certe volte penso che...
Non so cosa pensare.
Ho una grande confusione
che impedisce, e assai, l'azione.
Faccio questo?
No!
Quell'altro.
E alla fine sempre lì resto.
Ma codesta situazione
deve pure terminare.
Tutta questa confusione
prima o poi deve scemare.
Sì, la gente non mi piace
fa soffrire, lamentare
e la voglia di far giace.
Però poi quando ci penso,
che la vita in fondo ha un senso,
di adorare il mio Signore
con il massimo dell'ardore
dell'amore,
del dolore...
Mi vien fuori la pazienza
mi ribolle la coscienza...
Sì, dall'Uomo mi allontano
ma mi avvicino, anche se più sola, al mio Sovrano.
Grazie a Lui che ci ha creato.
Grazie a Lui che ci ha provato.
Grazie a Lui che fa del male
per poterci poi elevare.
Il dolore è un grande aiuto
per capire dove andare
per scremare ciò che è vuoto
da ciò che invece ci permette di volare.

15 settembre 2011

P m metter l'hijab...

Una bellissima poesia in dialetto napoletano... Grazie, sorella Amal, di averla composta con un vero sentimento di fede che traspare in ogni parola...

P m metter l'hijab agg fatt a uerr cu mammà,
essa sta cosa nun a puteva accettà...
ricett essa a me a gopp a man:
"Ma cher'è sta frenesia e Allah?"
"Ohi ma' che t'aggia ricere, m fa sentr 'mportant" ;
rispunnett mamm'm: "Ma si a gent t uarda male?!"
che l'era ricere, era o ver:
"Ma' ma ij m'accummoj p Dij no pa gent"


(Per mettermi il hijab ho fatto la guerra con mamma,
lei questo non lo poteva proprio accettare,
mi disse pronta e indispettita:
"Ma da dove ti esce questa frenesia per Allah?"
"Oh mamma, che devo dirti, mi fa sentire importante" ;
e mia madre rispose: "Ma se la gente ti guarda male?!"
che risponderle se in effetti aveva ragione:
"Mamma, ma io mi copro per Dio non per la gente")

22 maggio 2011

Il cuore e il musulmano.

Il cuore contiene un disordine al quale non possiamo rimediare se non tornando ad Allah.

Il cuore contiene una sorta di solitudine che solo la compagnia di Allah può far dileguare.

Il cuore contiene una tristezza che può far dissipare solamente il piacere della conoscenza di Allah e la sincerità della relazione con Lui.

Il cuore contiene un'angoscia che non si può placare se non essendo sempre in accordo con Lui e cercando rifugio in Lui.

Il cuore contiene due fuochi del rimpianto che può far spegnere soltanto l'accettazione dei Suoi ordini, dei Suoi divieti e del Destino che Lui ha prestabilito nella paziente attesa del momento in cui ci ricongiungeremo a Lui.

Il cuore contiene un vuoto che non si può colmare se non amando Allah, tornando a Lui pentiti e invocandolo senza sosta, tributando a Lui un culto esclusivo: il possesso di questo basso mondo e tutto quanto contiene non potrà mai bastare a colmare questo vuoto.

Ibn Qayyim AJ-Jawzyyah

(Traduzione dal Francese Irene Aaminah Ricotta, jazak Allahu khairan)

27 aprile 2011

Hai pregato?

Quante volte mi sono sentita ripetere: “Hai pregato?”
Quante volte le persone che mi circondavano mi hanno assillato sull’importanza della preghiera?
E quante volte ancora ho lacrimato perché non sapevo come rivelare che io durante quegli inchini e quelle braccia conserte non sentivo nulla?

Ma i miei genitori, la mia famiglia, il Gmi, mi ricordavano costantemente che era necessario, fondamentale, indispensabile farlo.
L’onestà sta anche nel dirlo e nel riconoscerlo, io spesso non mi alzavo al Fajr, dimenticavo il Dohr, rimandavo il Asr, non badavo al Maghreb e mi coricavo senza fare il Aisha.
Quando sentivo il Adan echeggiare forte dentro casa, alzavo il volume della musica per tramontare il mio senso di colpa.

Quando mia madre insisteva per farmi pregare le facevo credere di averlo già fatto.
Quando ero con i miei compagni fingevo di essere una musulmana perfetta, che adempieva ad ogni suo dovere.
Quando intravedevo il Corano che mi avevano regalato, distoglievo subito lo sguardo certa di aver cose più importanti da fare.

Ma quella calda domenica di fine mese sbocciò in me un inspiegabile volontà che io stessa faticavo a frenare.
Forse era stato un hadith che mi aveva toccata, la lezione di un Sheikh, un versetto che mi aveva fatto riflettere oppure semplicemente la splendida luce di quel giorno che illuminava particolarmente la natura circostante.
Ma quella determinazione mi spinse a iniziare a pregare. Non mi importava se inizialmente mi sarebbero apparsi come gesti freddi e meccanici o se mi sarebbe risultata una semplice prescrizione da seguire, l’avrei fatto.

E per la prima volta mi soffermai su una frase che mi ripeteva sempre mia sorella: “Così come non potresti mai affezionarti a una persona senza frequentarla, così non proverai mai l’emozione della preghiera se non inizi a farla.”
Realizzai a pieno il mio piano e spesso durante la preghiera, inchinata a terra, chiedevo a Dio un piccolo grande favore. Era assurdo, irrazionale, persino presuntuoso ma avevo la possibilità di farlo, quindi perché rinunciare??
Volevo un miracolo, anche piccolo, minimamente percettibile.
Ma lo volevo, a tutti i costi, desideravo un segno che mi spingesse a cercare quella straordinaria serenità che molti ritrovano nella preghiera.
Il tempo trascorreva e io ogni giorno compivo le mie cinque preghiere, imparavo nuove nozioni religiose, rafforzavo la mia fede e nonostante le mie difficoltà mi impegnavo a leggere il sublime Corano.
Piano piano, quasi inconsapevolmente, la preghiera diventò una componente stabile della mia vita. Era naturale, spontanea, ma soprattutto era divenuta un bisogno.

Non un dovere, ma un esigenza. Non una rigido precetto, ma una necessità. Non un abitudine ma la mia dose di tranquillità giornaliera.
Dopo qualche mese, una notte, tremendamente stanca, esitai a chiudere gli occhi pur non avendo ancora pregato; ma ebbi una sorta di spinta che mi costrinse ad alzarmi.
Compii l’abluzione, indossai il tradizionale capo e alzai le mani pronunciando Allahu Akbar.
Fu in quell’istante che mi resi conto del miracolo.
Siamo abituati a pensare che i miracoli siano tangibili, che possano avvenire soltanto nel mondo concreto, che si esprimano con un fenomeno naturale o un avvenimento suggestivo. Ma non è così, pur peccando di presunzione posso dire che il mio miracolo è avvenuto dentro di me: perché impossibile è descrivervi a pieno ciò che provai in quel buio.

Una completa, perfetta ed ardente serenità.
Il miglior momento della mia vita..passato, presente e futuro.
Il breve frammento di un irrealtà che non faceva parte della mia vita.
Una pace interiore, una luce che rischiara.
Avevo trovato quella tanto desiderata serenità, ed era la miglior cosa che mi fosse mai capitata.

Di Sirin Bekdash

05 aprile 2011

Invocazione per scacciare la tristezza.

Riporta Abdu Allah bin Mas3ud radia Allahu 3anhu: disse Rasul Allah salla Allahu 3alaihi ua sallam: non vi è servo che reciti quando è afflitto da preoccupazioni o tristezza:

عَنْ عَبْدِ اللَّهِ بْنِ مَسْعُودٍ رَضِيَ الله عَنْهُ، قَالَ: قَالَ رَسُولُ اللَّهِ صَلَّى اللَّهُ عَلَيْهِ وَسَلَّمَ:"مَا قَالَ عَبْدٌ قَطُّ إِذَا أَصَابَهُ هَمٌّ وَحَزَنٌ اللَّهُمَّ إِنِّي عَبْدُكَ وَابْنُ عَبْدِكَ وَابْنُ أَمَتِكَ نَاصِيَتِي بِيَدِكَ مَاضٍ فِيَّ حُكْمُكَ عَدْلٌ فِيَّ قَضَاؤُكَ أَسْأَلُكَ بِكُلِّ اسْمٍ هُوَ لَكَ سَمَّيْتَ بِهِ نَفْسَكَ أَوْ أَنْزَلْتَهُ فِي كِتَابِكَ أَوْ عَلَّمْتَهُ أَحَدًا مِنْ خَلْقِكَ أَوْ اسْتَأْثَرْتَ بِهِ فِي عِلْمِ الْغَيْبِ عِنْدَكَ أَنْ تَجْعَلَ الْقُرْآنَ رَبِيعَ قَلْبِي وَنُورَ صَدْرِي وَجِلَاءَ حُزْنِي وَذَهَابَ هَمِّي، إِلَّا أَذْهَبَ اللَّهُ عَزَّ وَجَلَّ هَمَّهُ وَأَبْدَلَهُ مَكَانَ حُزْنِهِ فَرَحًا"، قَالُوا: يَا رَسُولَ اللَّهِ يَنْبَغِي لَنَا أَنْ نَتَعَلَّمَ هَؤُلَاءِ الْكَلِمَاتِ؟ قَالَ:"أَجَلْ يَنْبَغِي لِمَنْ سَمِعَهُنَّ أَنْ يَتَعَلَّمَهُنَّ".

"O Allah! Sono il Tuo servitore, figlio del Tuo servitore e della Tua servitrice. il mio destino è nelle Tue mani! i Tuoi giudizi sono equi. Ti chiedo per tutti i nomi che Ti appartengono per mezzo dei Quali Ti sei nominato, che hai rivelato nel Tuo Libro, sia queli che hai insegnato a una delle Tue creature, o la cui conoscenza hai riservato a Te solo nella scienza del ghayb, di fare sì che il Corano sia la primavera del mio cuore e la luce dei miei occhi, che esso dissipi la mia tristezza e scacci la mia pena!"
che Allah non gli faccia sparire la preoccupazione e sostituisca al posto della tristezza la gioia! Dissero: o Rasul Allah, possiamo imparare queste parole? rispose: Certo, può chi le sente impararle."

Riportato da Ahmad, Tabarani, Ibn Abi Shiba, Alhakam, Sahih Muslim e Albani.

Il du'a traslitterato per chi non conosce la lingua araba:

Allahumma innii abduKa wa ibnu abdiKa wa ibnu amatiKa naasiatii biiadiKa maadhin fiia hukmuKa 3adlu fiia qadhauKa asaluKa bikulli ismin Huwa laka sammaita bihi nafsaka au anzaltaHu fii kitabiKa au 3allamtaHu ahaddan min khalqika au asta'tharta bihi fii 3ilmi elghaibi 3indaKa an taj3ala el Qur'aana rabii3a qalbii wa nura sadrii ua jilaa huznii ua dahaaba hammi

Jazaki Allahu khairan dolcissima sorella Noura per la segnalazione...

27 marzo 2011

Non c’è notte che all’alba
non ceda alla luce, obbediente,
non c’è pena che alfin
non si sciolga, nel cuore fervente.
La speranza è costante splendente
...che in Allah non c’è delusione
per il servo paziente,
né amarezza per nessun credente.

di Hamza Roberto Piccardo