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12 marzo 2012

Quando la ummah..

Quando la ummah era guidata dal Profeta Muhammed pbsl era unita, forte, irreprensibile, esemplare.

Se uno dei suoi componenti aveva un momento di tristezza, di difficoltà oggettiva, di malattia o di povertà tutti quanti subito comprendevano le sue necessità e, anche con un solo dattero o un sorriso, gli stavano accanto.

Nei momenti in cui era la terra d'Islam ad essere in pericolo, perchè i nemici esterni l'attaccavano per ridurla sotto il loro potere idolatrico si univa come fosse un sol'uomo, e, assieme, sconfiggeva il nemico con l'aiuto di Allah, con lo stendardo alzato e con il Messaggero in testa.

Quando invece era uno dei suoi (capita, si è umani) ad errare, tutti gli altri compuntamente, nel Nome di Dio, lo sostenevano, lo correggevano, lo convincevano a pentirsi del suo errore e a non commetterlo mai più, ma nella maniera più dolce, più equilibrata, con il maggior tatto possibile.

A volte era necessaria anche la durezza, quando la fede, il paese o gli altri musulmani avrebbero potuto essere danneggiati da un cattivo comportamento. Ma sempre e comunque nella maniera più pietosa, misericordiosa possibile, che era poi seguita dall'indulgenza e dal perdono, e dal pentimento di colui che l'aveva ferita dall'interno perchè in fondo anch'esso era parte della ummah; in un corpo sano talvolta può accadere che un organo si ammali, ma poi curato può guarire, grazie a Dio.

C'era grande povertà a quei tempi, il Profeta pbsl stesso spesso si legava con una cintola delle pietre strette sullo stomaco per non sentire i morsi della fame, ma non c'era disperazione a causa di questo. Perchè tutti sapevano che il loro "risq", la loro provvigione data da Dio l'Altissimo ad ogni essere umano, era già stata destinata, e quindi la ummah sopportava con sottomissione il momento di difficoltà per ambire alla grande gioia eterna del Paradiso. Lo sapevano con certezza, i credenti, che se Lui lo avesse voluto avrebbe dato loro di meglio, sia in questa vita che nell'Altra, per ricompensarli della loro sofferenza.

C'era freddo, anche, talvolta, nella notte del deserto, ma nè il Profeta pbsl nè i Sahaba, i suoi compagni più vicini, Allah sia soddisfatto di loro, si lamentavano quando si alzavano all'alba per compiere le abluzioni con l'acqua gelida del mattino. Anzi: lo facevano con amore, con gioia, con necessità, con ardente e desiderosa attesa del bene che li attendeva facendolo.

Le loro mogli, quelle del Rasul ss e dei Compagni, erano naturalmente pudiche e obbedienti alle Leggi dell'Altissimo. Non si sono fatte nessun tipo di problema quando Allah, gloria a Lui, fece discendere il versetto che parlava dell'obbligo del velo. Anzi: chi tra loro era povera divise in due i suoi abiti e riuscì a trarre dalle loro stoffe due capi per fare in modo di coprirsi integralmente. Non importava loro affatto delle critiche, nè dell'eventuale allonanamento di amici o parenti. Avevano la vicinanza di Dio, e questo bastava loro. Sono anche morte, a causa delle persecuzioni e delle torture da parte degli idolatri, loro parenti perfino, per il loro Islam. La prima martire della ummah infatti fu proprio una donna, Soumaya, Allah sia soddisfatto di lei. Che non volle nascondere nè rinunciare alla sua fede.

Scese il versetto con il divieto del vino, anche. I sahaba presero tutti i loro otri e ne versarono il contenuto per le strade. Senza batter ciglio, senza dire: "Peccato, che spreco di denaro!", senza tentennare. Dio lo voleva, loro obbedivano. Con naturalezza, spontaneità e semplicità.

E facevano del bene, i componenti della ummah, comunque, a tutti, all'amico e al nemico, con la parola e con l'azione, e mai, mai avrebbero tradito un patto o mancato ad una promessa. Il patto e la promessa sono sacri, per l'Islam.

Studiavano, molto, amavano la scienza, amavano il Corano, erano assetati di sapere, di cultura, di religione. Non si perdevano praticamente mai un sermone o una lezione. E non sbadigliavano durante essi, anzi. Erano in ascolto attento, con tutti i sensi pronti alla massima ricezione di ogni perla di sapienza del Messaggio Divino. E in numero sempre maggiore apprendevano a memoria la Parola di Allah con commozione e struggimento.

Avevano un linguaggio pulito, non volgare, consono ad ogni situazione, stavano sempre bene attenti a non essere aggressivi, oppressivi, ineducati, e chiedevano scusa nel caso, loro malgrado, capitasse loro di ferire qualcuno con la parola.

E non rubava, la ummah, non trasgrediva, non commetteva nè fornicazione nè adulterio, nè palesemente nè di nascosto, perchè sapeva che comunque l'Altissimo è l'Onnisapiente e l'Onnisciente. E, anche se avesse avuto la possibilità di celarsi agli altri non lo avrebbe fatto comunque, per troppo amore. Mai avrebbero deluso, i suoi uomini e le sue donne, Colui che amavano più di tutto il resto del creato, mai avrebbero potuto portare sulla coscienza il peso di aver dispiaciuto il Signore dei Mondi.

Quanto è diversa la ummah di adesso.

Forse che i tempi del dajjal stiano arrivando?

18 novembre 2011

Scombinata poesia...

Certe volte penso che...
Non so cosa pensare.
Ho una grande confusione
che impedisce, e assai, l'azione.
Faccio questo?
No!
Quell'altro.
E alla fine sempre lì resto.
Ma codesta situazione
deve pure terminare.
Tutta questa confusione
prima o poi deve scemare.
Sì, la gente non mi piace
fa soffrire, lamentare
e la voglia di far giace.
Però poi quando ci penso,
che la vita in fondo ha un senso,
di adorare il mio Signore
con il massimo dell'ardore
dell'amore,
del dolore...
Mi vien fuori la pazienza
mi ribolle la coscienza...
Sì, dall'Uomo mi allontano
ma mi avvicino, anche se più sola, al mio Sovrano.
Grazie a Lui che ci ha creato.
Grazie a Lui che ci ha provato.
Grazie a Lui che fa del male
per poterci poi elevare.
Il dolore è un grande aiuto
per capire dove andare
per scremare ciò che è vuoto
da ciò che invece ci permette di volare.

05 settembre 2011

Dal Corano e dalla sunna: imparare cos'è la vera pazienza.

Allah ricompensi la sorella che ha raccolto questi versetti e hadith.


‎153 O voi che credete, rifugiatevi nella pazienza e nell'orazione. Invero Allah è con coloro che perseverano. [Al Baqarah]


250 E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: "Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti". [Al Baqarah]


120 Se vi giunge un bene, se ne affliggono. Se un male vi colpisce, gioiscono. Se però sarete pazienti e devoti, i loro intrighi non vi procureranno alcun male. Allah abbraccia tutto quello che fanno [Al Imran]


125 Anzi, se sarete pazienti e pii, quando i nemici verranno contro di voi, il vostro Signore vi manderà l'ausilio di cinquemila angeli guerrieri. [Al Imran]


186 Sarete certamente messi alla prova nei vostri beni e nelle vostre persone, e subirete molte ingiurie da quelli che hanno ricevuto la Scrittura prima di voi e dagli associatori. Siate perseveranti e devoti, ecco il miglior atteggiamento da assumere. [Al Imran]


200 O voi che credete, perseverate! Incitatevi alla perseveranza, lottate e temete Allah, sì che possiate prosperare. [Al Imran]


126 ti vendichi su di noi solo perché abbiamo creduto ai segni del nostro Signore quando essi ci sono giunti. O Signore, concedici la sopportazione e facci morire [a Te] sottomessi ». [Al A'raf]


128 Disse Mosè al suo popolo: « Chiedete aiuto ad Allah e sopportate con
pazienza: la terra è di Allah ed Egli ne fa erede colui che sceglie tra i Suoi servi. L'esito felice sarà per coloro che [Lo] temono. [Al A'raf]


137 E abbiamo fatto, del popolo che era oppresso, l'erede degli Orienti e degli Occidenti della terra che abbiamo benedetta. Così, la bella promessa del tuo Signore si realizzò sui Figli di Israele, compenso della loro pazienza.
E distruggemmo ciò che Faraone e il suo popolo avevano realizzato ed eretto. [Al A'raf]


46 Obbedite ad Allah e al Suo Messaggero. Non siate discordi, chè altrimenti vi scoraggereste e verrebbe meno la vostra risolutezza. Invero Allah è con coloro che perseverano
[Al Anfal]


109 Segui ciò che ti è stato rivelato e sopporta con pazienza, finché Allah giudichi. Egli è il migliore dei giudici. [Yunus]


11 [tutti si comportano così] eccetto coloro che perseverano e compiono il bene. Essi avranno perdono e mercede grande. [Hud]


115 Sii paziente, ché Allah non manda perduta la mercede di coloro che fanno il bene. [Hud]


18 Gli presentarono la sua camicia, macchiata di un sangue che non era il suo. Disse [Giacobbe]: « I vostri animi vi hanno suggerito un misfatto. Bella pazienza... mi rivolgo a Allah contro quello che raccontate». [Yusuf]


83 Disse [Giacobbe]: « Sono piuttosto le vostre passioni che vi hanno ispirato qualcosa. Bella pazienza! Chissà che Allah me li restituisca tutti quanti! In verità Egli è il Sapiente, il Saggio ». [Yusuf]


90 Dissero: « Sei tu proprio Giuseppe?». Disse: « Io sono Giuseppe e questi è mio fratello. In verità Allah ci ha colmato di favori! Chi è timorato e paziente, [sappia che] in verità Allah non trascura di compensare chi fa il bene». [Yusuf]


22 coloro che perseverano nella ricerca del Volto del loro Signore, assolvono all'orazione, danno pubblicamente o in segreto di ciò di cui li abbiamo provvisti e respingono il male con il bene. Essi avranno per Dimora Ultima
23 i Giardini dell'Eden, in cui entreranno insieme ai probi tra i loro padri, le loro spose e i loro figli. Gli angeli andranno a visitarli entrando da ogni porta
24 [e diranno]: « Pace su di voi, poiché siete stati perseveranti. Com'è bella la vostra Ultima Dimora». [Ar-ra'd]


42 Essi sono coloro che hanno sopportato con pazienza e confidato nel loro Signore.[An-nahl]


96 Quello che è presso di voi si esaurisce, mentre ciò che è presso Allah rimane. Compenseremo coloro che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori. [An-nahl]


110 Ma in verità il tuo Signore è perdonatore e misericordioso nei confronti di coloro che sono emigrati dopo aver subito la persecuzione e quindi hanno lottato e hanno resistito [per la Sua Causa].[An-nahl]


126 Se punite, fatelo nella misura del torto subito. Se sopporterete con pazienza, ciò sarà [ancora] meglio per coloro che sono stati pazienti. [An-nahl]


127 Sii paziente! La tua pazienza [non viene da altri] se non da Allah. Non ti affliggere per loro e non farti angosciare dalle loro trame. [An-nahl]


28 E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire. [Alkhaf]


66 Chiese [Mosè]: « Posso seguirti per imparare quello che ti è stato insegnato [a proposito] della retta via?». 67 Rispose: « Non potrai essere paziente con me.


68 Come potresti resistere dinnanzi a fatiche che non potrai comprendere?». [Alkhaf]


130 Sopporta dunque con pazienza quello che dicono, glorifica e loda il tuo Signore prima del levarsi del sole e prima che tramonti. GlorificaLo durante la notte e agli estremi del giorno, così che tu possa essere soddisfatto. [Alkhaf]


111 In verità oggi li ho compensati di ciò che hanno sopportato con pazienza; essi sono coloro che hanno conseguito [la beatitudine].
[Al Muminun]


20 Prima di te non inviammo alcun Messaggero che non mangiasse cibo e non camminasse nei mercati. E designammo alcuni come tentazioni per gli altri. Persevererete? Il tuo Signore tutto osserva. [Al Furqan]


42 C'è mancato poco che non ci sviasse dai nostri dèi, se solo non fossimo rimasti perseveranti ». Ma presto sapranno, quando vedranno il castigo, chi è il più sviato dalla [retta] via. [Al Furqan]


75 Per la loro costanza saranno compensati con il livello più alto [del Paradiso] e saranno ricevuti con l'augurio di pace, [Al Furqan]


54 Essi sono coloro cui verrà data ricompensa doppia per la loro perseveranza, per aver respinto il male con il bene e per essere stati generosi di quello che Noi abbiamo concesso loro. [Al Qysas]


59 di coloro che perseverano e hanno fiducia nel loro Signore! [Al Ankabut]


60 Sopporta dunque con pazienza [o Muhammad]. La promessa di Allah è veritiera e non ti rendano leggero coloro che non hanno certezza. [Ar- Rum]


17 O figlio mio, assolvi all'orazione, raccomanda le buone consuetudini e proibisci il biasimevole e sopporta con pazienza quello che ti succede: questo il comportamento da tenere in ogni impresa. [Luqman]


24 E [finché] furono perseveranti e credettero con fermezza nei Nostri segni, scegliemmo tra loro dei capi che li dirigessero secondo il Nostro comando. [As-Sajdah]


17 Sopporta con pazienza quel che dicono e ricordati del Nostro servo Davide, così forte, così pronto al pentimento. [Sad]


55 Sii paziente, ché la promessa di Allah è verità. Chiedi perdono per il tuo peccato e glorifica e loda il tuo Signore alla sera e al mattino. [Ghafir]


77 Sii paziente: la promessa di Allah è vera. Sia che ti mostriamo una parte di ciò che minacciamo loro, sia che ti richiamiamo, a Noi saranno ricondotti. [Ghafir]


35 Ma ricevono questa [facoltà] solo coloro che pazientemente perseverano; ciò accade solo a chi già possiede un dono immenso. [Fussilat]


43 Quanto invece a chi è paziente e indulgente, questa è davvero la miglior disposizione. [Ash Shura]


35 Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri risoluti. Non cercare di affrettare alcunché per loro. Il Giorno in cui vedranno quel che è stato promesso loro, sarà come se fossero rimasti solo un'ora del giorno. [Questo è solo un] annuncio: chi altri sarà annientato se non i perversi? [AL Ahqaf]




39 Sopporta dunque con pazienza quel che ti dicono e glorifica il tuo Signore prima che si levi il sole e prima che tramonti ;
40 glorificaLo in una parte della notte e dopo la prosternazione.
[Qaf]


48 Sopporta con pazienza il decreto del tuo Signore, poiché in verità sei sotto i Nostri occhi. Glorifica e loda il tuo Signore quando ti alzi,
49 e glorificaLo durante la notte e al declinare delle stelle.
[At Tur]


48 Sopporta dunque con pazienza il Decreto del tuo Signore e non essere come l'uomo del Pesce, che invocò al colmo dell'angoscia. [Al Qalam ]


5 Pazienta dunque di bella pazienza. [Al Ma'arej]


10 Sopporta con pazienza quello che dicono e allontanati dignitosamente. [Al Muzzammel]


7 ma sopporta con pazienza per il tuo Signore! [Al Muddather]


12 li compenserà del loro perseverare con il Giardino e la seta. [Al Insan]


24 Sii paziente [nell'attesa] del Decreto del tuo Signore e non obbedire al peccatore e all'ingrato dei loro [Al Insan]


17 ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente si invitano alla costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia [Al Balad]


1 Per il Tempo!
2 Invero l'uomo è in perdita,
3 eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.
[Al 'Asr]

Il profeta sAaws disse:


“Non vi è fatica, malattia, pena, tristezza, ferita o dolore che capiti a un musulmano, anche solo una puntura di una spina, senza che per questo Allah non espii alcuni dei suoi peccati.”
Sahih al-Bukhari


Disse il Profeta sAaws


"Pazientate famiglia di Yasser, il vostro appuntamento (la vs. promessa ) è il Paradiso"


Da Ryad As Salihin Capitolo 3
DELLA PAZIENZA
http://www.walidmuslim.com/CAP-3----RIYAD-AS-SALIHIN.html


25. Da Abû Mâlik al-Hârith ibn °Âsim al-Ash°arî – che Allah sia soddisfatto di
lui. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse:


"L'esser puro è metà della fede; la lode di Allah riempie il piatto della bilancia; le
formule "Sia esaltato Allah – Subhâna Allah" e "Sia Lode ad Allah – Alhamdu
lillah" riempiono lo spazio tra i cieli e la terra. La salât è una luce e l'elemosina
una prova evidente, la pazienza una luce splendente; il Corano è una prova per
te, oppure contro di te; ogni individuo si presenta al mattino a commerciare la
propria anima, arricchendola (affrancandola) o mandandola in rovina".
Lo ha trasmesso Muslim.


26. Da Abû Sa°îd Sa°d ibn Mâlik ibn Sinân al-Khudrî – che Allah sia
soddisfatto del padre e del figlio.
Alcuni dei Compagni chiesero al Messaggero di Allah (pace e benedizioni di
Allah su di lui), ed egli diede loro quello che avevano chiesto; poi gli chiesero
ancora, ed egli diede loro ancora, fino a che quello che aveva sparì; e quando
ebbe dispensato tutto quello che aveva, disse loro:


"Tutto quello di buono che avessi, certo non lo conserverei senza darvelo. E chi è continente, Allah lo conserva nella continenza; e chi si arricchisce, lo arricchisce Allah; chi è paziente, lo rende paziente Allah, e nessuno è stato gratificato di un dono
migliore e di più vasta portata della pazienza".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


27. Da Abû Yahyâ Suhayb ibn Sinân – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse:


"Quello che è straordinario nel caso del credente, è che per lui l'intera sua condizione è buona; e ciò non avviene per altri che per il credente; se gli capita prosperità, egli ringrazia, e ciò è bene per lui; se gli capita un'avversità, pazienta, e ciò è un bene per lui".
Lo ha trasmesso Muslim.


28. Da Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Quando il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) si aggravò, il dolore
prese ad invaderlo, e Fâtima (che Allah sia soddisfatto di lei) diceva: "Quale
sofferenza, padre mio!". Ed egli rispose (pace e benedizioni di Allah su di lui):
"Non vi sarà più sofferenza per tuo padre dopo di oggi". Quando egli morì, lei
disse: "Padre mio! Egli ha risposto a un Signore che lo ha chiamato; padre
mio! Il Giradino di Firdaws è la sua dimora. Padre mio! Annunceremo la sua
morte a Jibrîl". E quando fu seppellito, Fâtima (che Allah sia soddisfatto di lei)
disse: "Sono a loro agio gli animi vostri, adesso che avete gettato la terra sulla
tomba del Messaggero di Allah?!".
Lo ha trasmesso al-Bukhârî.


29a. Da Abû Zayd Usâma ibn Zayd ibn Hâritha, mawlâ del Messaggero di
Allah, persona da lui amata, e figlio di persona da lui amata – che Allah sia
soddisfatto di entrambi.
La figlia del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli mandò a dire:
"Mio figlio è in punto di morte; vieni ad assisterci". Egli mandò il suo augurio
di pace, e a dire: "Appartiene ad Allah ciò che Egli prende, ed è Suo ciò che
Egli dona: ogni cosa è annoverata presso di Lui secondo un termine fisso: sìi
paziente, e rimettiti alla ricompensa di Allah* ". E lei mandò a scongiurarlo
che si recasse da lei; egli si alzò per andare, e c'erano con lui Sa°d ibn °Ibâda, Mu°âdh ibn Jabal, Ubayy ibn Ka°b, Zayd ibn Thâbit, e altri (che Allah sia
soddisfatto di tutti loro). Il bambino fu sollevato fino al Messaggero di Allah
(pace e benedizioni di Allah su di lui), che se lo fece sedere in grembo; il suo
animo trasalì, e gli si inumidirono gli occhi. Sa°d gli chiese: "Messaggero di
Allah, che cosa c'è?", ed egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) rispose:
"Questa è la compassione che Allah ha posto nel cuore dei Suoi servi".


* (Tahtasibu): il senso è quello di "mettere in conto", quale prezzo di dolore, od altro, che
Allah pagherà in ricompensa.


29b. In un'altra versione:
"…nei cuori di chi Egli vuole, dei Suoi servi; e Allah è Misericordioso soltanto
verso quelli dei Suoi servi che sono misericordiosi".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


30. Da Suhayb – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse:
Tra coloro che furono prima di voi c'era un re, che aveva al suo servizio un
mago; questi, quando divenne vecchio, propose al re: "Io ormai sono diventato
vecchio; mandami un ragazzo, cui insegni la magia". Ed egli gli mandò un
ragazzo da istruire. Questi era per via, quando passò per la stessa strada un
monaco: gli si sedette accanto per ascoltare il suo discorso; e prese l'abitudine,
quando andava dal mago, d'incontrarsi col monaco e di sedergli accanto;
quando arrivava dal mago, questi lo bastonava; se ne lamentò col monaco, che
gli suggerì: "Quando hai paura del mago digli: 'I miei mi hanno trattenuto'; e
quando hai paura dei tuoi, di' loro: 'Il mago mi ha trattenuto'.". E mentre egli
si trovava in questa situazione, ecco che un giorno si imbatté in una bestia
enorme, che bloccava la gente, e si disse: "Oggi saprò se è superiore il mago, o
se lo è il monaco". Prese una pietra, e disse: "Mio Dio, se lo stato del monaco
Ti è più caro di quello del mago, uccidi questa bestia, sì che la gente possa
passare". Tirò alla bestia, e la uccise; e la gente passò. Egli si recò dal monaco
e lo informò dell'accaduto, ed egli gli disse: "Figlio mio, oggi tu sei stato
superiore a me, e già sta capitando quello che pensavo, del tuo stato, e sarai
messo alla prova; e quando sarai messo alla prova, non indicare me".
Il ragazzo guariva il cieco e il lebbroso, e curava la gente di ogni malanno. Un
cortigiano del re, che era diventato cieco, ne ebbe sentore, e si recò da lui con
molti doni, dicendo: "Tutto quello che c'è qui, l'ho messo insieme per te, se tu
mi guarirai". Rispose: "Io non guarisco nessuno; Allah l'Altissimo soltanto
guarisce, e se tu credi in Allah l'Altissimo, pregherò Allah (SWT), ed Egli ti
guarirà". E quegli credette in Allah l'Altissimo, e Allah l'Altissimo lo guarì. E si
recò dal re, e si sedette al suo cospetto com'era solito fare; il re gli chiese: "Chi
ti ha reso la vista?". Egli rispose: "Il mio Signore". Chiese: "Hai forse un altro
Signore oltre a me?". Egli ribatté: "Signore mio e Signore tuo è Allah". Egli
allora lo mise alle strette e non cessò di tormentarlo finché indicò il ragazzo; si
mandò a chiamare il ragazzo, e il re gli disse: "Figliolo, m'è giunta notizia della
tua magia, e del fatto che guarisci il cieco e il lebbroso, e di quello che vai
facendo". Il ragazzo rispose: "Io non guarisco nessuno; Allah l'Altissimo
soltanto guarisce". Il re lo mise alle strette, e non cessò di tormentarlo finché
non indicò il monaco; si mandò per il monaco, cui fu ingiunto: "Recedi dalla
tua Religione". Rifiutò. Gli fu fissata la sega nel bel mezzo del capo, che fu
segato finché ne caddero le due parti. Poi fu fatto venire il ragazzo, cui fu
ingiunto: "Recedi dalla tua Religione". Rifiutò. Il re lo consegnò ad una brigata
di suoi compagni, cui ordinò: "Andate con lui al tal monte, e saliteci insieme
sulla vetta". Il ragazzo pregò: "Mio Dio, proteggimi da loro nel modo che
vuoi": e la montagna tremò sotto di loro, ed essi caddero giù. Egli se ne tornò
dal re, che gli chiese: "Che fine hanno fatto i tuoi compagni?". Egli rispose:
"Allah l'Altissimo mi ha liberato di loro". Allora lo consegnò ad un'altra brigata
di suoi compagni, cui ordinò: "Andatevene con lui, e portatelo su un grande
vascello, e andateci in alto mare; e se recede dalla sua Religione, bene;
altrimenti buttatelo giù". Se ne andarono con lui, che pregò: "Mio Dio,
liberami da loro nel modo che vuoi". E la nave si capovolse con loro dentro, ed
essi affogarono; e il ragazzo se ne tornò dal re, che gli chiese: "Che fine hanno
fatto i tuoi compagni?". Rispose: "Allah l'Altissimo me ne ha liberato"; e
aggiunse, rivolto al re: "Non riuscirai a uccidermi, finché non avrai fatto quello
che ti avrò detto"; "E cioè?". Il ragazzo disse: "Riunirai il popolo su un solo
luogo elevato, e mi legherai ad un tronco di palma; quindi, prendi una freccia dalla mia faretra, piazza la freccia al centro dell'arco, e di': 'Nel nome di Allah,
Signore del ragazzo'; quindi, scocca: se farai così, mi ucciderai".
Il re radunò il popolo su un solo luogo elevato, legò il ragazzo ad un tronco di
palma, prese una freccia dalla sua faretra, la piazzò al centro dell'arco, e
pronunziò la formula: "Nel nome di Allah, Signore del ragazzo", quindi scoccò,
e la freccia s'infisse nella tempia del ragazzo, che vi portò la mano, e morì.
Il popolo disse: "Crediamo nel Signore del ragazzo"; andarono dal re, e gli
dissero: "Hai visto che è successo ciò che avevi paventato? Per Allah, la tua
prevenzione è ricaduta su di te, e il popolo ormai crede". Allora ordinò che si
scavassero dei fossati agli imbocchi delle strade; furono scavati e vi si accesero
dei fuochi, ed egli decretò: "Chi non recederà dalla sua Religione, gettatevelo
dentro [oppure: Gli si dica: "Buttati!"]; e così fecero, finché venne una donna
che aveva con sé il suo bambino, ed esitava a gettarsi nel fuoco, e il bambino le
disse: "Madre mia, sii forte, giacché tu sei secondo il Vero".
Lo ha trasmesso Muslim.


31a. Da Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) passò accanto a una donna che
piangeva nei pressi di una tomba, e disse: "Temi Allah e sìi paziente". Lei
replicò: "Vattene via da me; non sei stato colto tu dalla sventura che mi è
capitata – e non la conosci!". Le dissero: "Quello è il Profeta (pace e
benedizioni di Allah su di lui)!". Allora lei andò alla porta del Profeta (pace e
benedizioni di Allah su di lui), non vi trovò guardiani, e disse: "Non ti avevo
riconosciuto". Egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "La pazienza si
esercita al primo arrivare del colpo".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


31b. Nella versione di Muslim:
Piangeva su un suo bambino.


32. Da Abû Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui).
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Allah
Altissimo ha detto: "Il Mio servo, quando gli prendo una persona cara di tra gli
abitanti del basso mondo, lo mette nel conto del suo stato, e non gli è ascritta
presso di Me ricompensa diversa dal Paradiso".
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


33. Da °Â'isha (che Allah sia soddisfatto di lei)
Interrogò il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) sulla
pestilenza, ed egli la ragguagliò dicendo: "È un castigo che Allah Altissimo
manda a chi vuole, ed allo stesso tempo Allah Altissimo l'ha posta a
misericordia per i credenti: non vi è servo che incappi nella pestilenza, e
rimanga nel suo paese, pazientemente e mettendola nel conto del suo stato,
sapendo che no gli capiterà altro che quello che Allah gli ha ascritto, senza che
per lui vi sia una ricompensa pari a quella del martire".
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


34. Da Anas (che Allah sia soddisfatto di lui)
Ho sentito il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) dire:
"Allah Potente e Glorioso ha detto: "Quando metto un Mio servo alla prova attraverso i suoi due prediletti* , ed egli è paziente, Io lo ricompenso di quei
due con il Paradiso"."
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


* Si intende: "i suoi occhi", ossia: quando lo faccio divenire cieco


35. Da °Atâ' ibn Abî Rabâh.
Ibn °Abbâs – che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio – gli chiese: "Vuoi
che ti faccia vedere una donna che fa parte della gente del Paradiso?".
"Certamente!" risposi; disse: "Questa donna negra si recò dal Profeta (pace e
benedizioni di Allah su di lui) e disse: "Ho degli attacchi di epilessia, e poi mi
ritrovo scoperta: prega Allah l'Altissimo per me". Egli (pace e benedizioni di
Allah su di lui) disse: "Se vuoi, sìi paziente, e per te ci sarà il Paradiso; oppure,
se vuoi pregherò Allah l'Altissimo perché ti risani". E lei decise: "Che io sia
paziente"; poi aggiunse: "Io però mi ritrovo scoperta: prega Allah che non mi
ritrovi scoperta". Ed egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) pregò per lei".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


36. Da Abû °Abd ar-Rahmân °AbdAllah ibn Mas°ûd (che Allah sia soddisfatto
di lui):
È come se vedessi ancora adesso il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di
Allah su di lui) raccontare di uno dei Profeti (li benedica Allah e dia loro la
pace) che il suo popolo percosse fino a farlo sanguinare, ed egli si asciugava
colla mano il sangue dal volto, dicendo: "Mio Dio, perdona al mio popolo,
perché essi non sanno".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


37. Da Abû Sa°îd e Abû Hurayra – che Allah sia soddisfatto di ambedue
Dal Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), che disse: "Non coglierà il
Musulmano sofferenza, o malattia, o afflizione, o dolore, o danno, o tristezza,
o financo la puntura di una spina che abbia a subire, senza che per questo
cancelli Allah qualcuno dei suoi peccati".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


38. Da Ibn Mas°ûd (che Allah sia soddisfatto di lui)
Entrai dal Messaggero di Allah (pace e bendizioni di Allah su di lui) che era
indebolito dalla febbre, e gli dissi: "Messaggero di Allah, sei assai indebolito".
Rispose: "Già, sono indebolito quanto possono esserlo due di voi". Gli chiesi:
"È così perché ci sono per te due ricompense?"; "Già – rispose – la cosa sta
così: a nessun Musulmano capiterà il male di una puntura, o uno maggiore,
senza che per quello Allah cancelli le sue colpe, e ne siano lasciati cadere i
peccati, come l'albero lascia cadere le sue foglie".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


39. Da Abû Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui)
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Colui per
il quale Allah voglia un bene, sarà colpito a causa di esso* ".
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


* Nda: Letto da alcuni yusabu, da altri yusibu; in questo caso: "lo raggiungerà"


40. Da Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Nessuno
di voi si auguri la morte a causa di un male che gli sia capitato; se non ne può
fare a meno, dica: "Mio Dio, conservami in vita per quanto la vita sia la cosa
migliore per me, e chiamami a Te qualora la morte sia la cosa migliore per
me".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


41a. Da Abû °AbdAllah Khabbâb ibn al-Aratt – che Allah sia soddisfatto di lui.
Ci lamentammo col Messaggero di Allah, che riposava sdraiato su un suo
mantello all'ombra della Ka°ba, e chiedemmo: "Perché non invochi il soccorso
divino per noi? Perché non preghi per noi?". Rispose: "Tra coloro che vissero
prima di voi, un uomo veniva afferrato, gli si scavava un buco nella terra, e ve
lo si metteva dentro; poi si portava una sega, gliela si fissava al capo, e se ne
facevano due metà, e con un pettine di ferro gli si striava la carne e le ossa
sotto la pelle; e tutto questo non lo distoglieva dalla sua religione. Per Allah,
certamente Allah porrà termine a questa situazione, in modo tale che un
cavaliere percorrerà la distanza da San°â sino al Hadramawt, senza che abbia
a temere altra cosa oltre ad Allah, ed il lupo per il suo gregge: e voi avete
fretta!".
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


41b. In una versione.
Mentre egli stava riposando su un mantello, e noi avevamo già subito violenza
da parte degli associazionisti (mushrikîn).


42. Da Ibn Mas°ûd – che Allah sia soddisfatto di lui.
In occasione della giornata di Hunayn, il Messaggero di Allah (pace e
benedizioni di Allah su di lui) diede la preferenza ad alcuni nella divisione del
bottino, e assegnò cento cammelli a al-Aqra° ibn Hâbis, ed altrettanti a
°Uyayna ibn Hisn; inoltre ne assegnò a qualcuno dei nobili degli Arabi, ed in
quell'occasione diede loro la preferenza nella divisione del bottino. Un uomo
disse: "Per Allah, questa divisione non è stata fatta equamente, e non si è
cercato il Volto di Allah attraverso di essa". Dissi: "Riferirò al Messaggero di
Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)", e lo informai di quello che quell'uomo aveva detto. Il suo volto si alterò fino a diventare come la tintura di rosso, quindi disse: "E chi sarebbe giusto, dal momento che non lo sarebbero
Allah e il Suo Messaggero?". Poi aggiunse: "Che Allah abbia misericordia di
Mûsâ, che già ebbe molte molestie maggiori di questa, e portò pazienza". Io
decisi dentro di me: "Di sicuro, dopo questa volta, non riporterò più alcuna
voce".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


43. Da Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Quando
Allah vuole il bene del Suo servo, gli commina in anticipo la pena in questo
mondo; e quando Allah vuole il male del Suo servo, S'astiene dal punirlo per il
suo peccato, finché non arriva per lui il Giorno della Resurrezione". Il Profeta
(pace e benedizioni di Allah su di lui) disse inoltre: "La ricompensa più elevata
è proporzionata alla grandezza della prova; e certo, quando Allah Altissimo
ama un popolo, lo mette alla prova, e chi si accontenta, si spande su di lui il
favore divino; e chi nutre risentimento, si spande su di lui lo sdegno divino".
Lo ha trasmesso at-Tirmidhî, che disse: hadîth buono.


44a. Da Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Un figlio di Abû Talha era malato. Un giorno, Abû Talha uscì, e il bambino
morì mentre egli era fuori; quando tornò, chiese: "Come sta mio figlio?". Umm
Sulaym, che era la madre del bambino, rispose: "È più tranquillo di quanto sia
mai stato". E gli preparò il pasto serale ed egli cenò. Poi, egli ottenne da lei il
proprio piacere; e quando ebbe finito, lei disse: "Pensate al bambino". E
quando fece mattina, Abû Talha si recò dal Messaggero di Allah (pace e
benedizioni di Allah su di lui) ad informarlo dell'accaduto, ed egli chiese:
"Avete avuto rapporti stanotte?". Abû Talha rispose affermativamente, ed egli
disse: "Mio Dio, benedicili". E la moglie generò un maschio. Abû Talha mi
disse: "Lo porterò, perché tu ti rechi con lui dal Profeta (pace e benedizioni di
Allah su di lui", e mandò insieme con lui dei datteri secchi. Il Profeta (pace e
benedizioni di Allah su di lui) chiese: "C'è qualcosa insieme con lui?"; "Sì, dei
datteri secchi". Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) li prese e li
masticò, quindi li prese dalla propria bocca e li pose in quella del bambino,
quindi gli strofinò il palato, e lo chiamò °AbdAllah.
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


44b. Da Ibn °Uyayna
Uno degli Ansâr disse: "Ho visto nove bambini, ciascuno dei quali già sapeva
recitare il Corano"* .
Versione di Al-Bukhârî.


* Nda: cioè dei bambini che erano coetanei di °AbdAllah.


44c. Nella versione di Muslim:
Un figlio che Abû Talha aveva avuto da Umm Sulaym morì, e la madre
raccomandò ai familiari: "Non dite ad Abû Talha di suo figlio, finché non
glielo avrò detto io". Egli arrivò, e lei gli preparò la cena, ed egli mangiò e
bevve. Poi civettò con lui, meglio di quanto avesse civettato prima di quel
momento, ed egli ebbe rapporto con lei; non appena si fu saziato ed ebbe
ottenuto il suo piacere, lei disse: "Abû Talha, hai considerato il caso di
qualcuno che faccia un prestito ad una famiglia, e poi reclami la cosa prestata:
è diritto della famiglia in questione rifiutare?". Egli rispose: "No". E allora lei
disse: "Metti in conto tuo figlio".
Il narratore proseguì: Egli s'adirò: "Mi hai lasciato tranquillo finché non mi
sono inzaccherato, e poi mi hai informato di mio figlio!?", e se ne andò ad
informare il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) di
quanto era accaduto. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di
lui) disse: "Allah ha benedetto la vostra notte".
Il narratore proseguì: E lei rimase incinta.
Il narratore riprese: Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di
lui) era in viaggio, e lei era insieme con lui; quand'egli ritornava a Medina da
un viaggio, non vi entrava mai di notte. Si trovavano nelle vicinanze di
Medina, e la colsero le doglie. Abû Talha si trattenne presso di lei, mentre il
Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) se ne andò.
Il narratore proseguì: Abû Talha diceva: "Certo Tu sai, o Signore, che mi fa
piacere uscire con il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)
quando esce, e rientrare insieme a lui quando rientra; ma sono intrattenuto
per quello che vedi". Umm Sulaym diceva: "Abû Talha, non soffro più come
prima: vai". Andarono avanti, e le doglie la colsero quando arrivarono, e
generò un maschio. Mia madre mi disse: "Che nessuno si metta a poppare
prima che lo abbiano presentato al Messaggero di Allah (pace e benedizioni di
Allah su di lui). Quando venne il mattino, me lo caricai portandolo dal
Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) – e raccontò la fine
del hadîth.


45. Da Abû Hurayra –che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Forte non
è chi stravince nella lotta* ; forte è chi si padroneggia nell'ira".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


* Nda: (sâri°) ha presso gli Arabi il senso di "chi abbatte molti avversari".


46. Da Sulaymân ibn Surar – che Allah sia soddisfatto di lui.
Sedevo in compagnia del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su
di lui), mentre due uomini stavano altercando, e ad uno di loro già s'era
arrossato il volto, e gli si erano gonfiate le vene del collo; il Messaggero di
Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Conosco una formula che,
se egli la recitasse, l'emozione nella quale si trova se ne andrebbe via da lui: se
dicesse "Mi rifugio in Allah contro Satana il lapidato"* , l'emozione nella quale
si trova se ne andrebbe via da lui". E la gente andò a dirgli: "Il Messaggero di
Allah ha detto: "Recita la formula del rifugio in Allah contro Satana il
lapidato".".
Al-Bukhârî e Muslim concordano


* Da Corano XVI. An-Nahl, 98: "Quando leggi il Corano, cerca rifugio in Allah
contro Satana il lapidato".


47. Da Mu°âdh ibn Anas – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Chi reprime la collera,
pur essendo in grado di sfogarla, Allah Eccelso lo chiamerà, nel Giorno della
Resurrezione, in testa alle creature, sì da fargli scegliere, delle huri dalle
grandi pupille nere, quella che vorrà".
Lo hanno trasmesso Abû Dâ'ûd e at-Tirmidhî, che disse: hadîth buono.


48. Da Abû Hurayra – che Allah sia soddisfatto di lui.
Un tale chiese al Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): "Dammi delle
istruzioni". Egli rispose: "Non adirarti". Quegli ripeté più volte la domanda,
ma rispondeva sempre: "Non adirarti".
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


49. Da Abû Hurayra – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Il credente
e la credente non cessano mai dall'essere messi alla prova, in se stessi, nei loro
figli e nei loro beni, finché incontreranno Allah Altissimo, non avendo peccato
a loro carico".
Lo ha trasmesso at-Tirmidhî, che disse: hadîth buono ed autentico.


50. Da Ibn °Abbâs – che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio.
°Uyayna ibn Hisn venne ad alloggiare presso il figlio di suo fratello al-Hurr
ibn Qays, che faceva parte del gruppo di coloro che °Umar (che Allah sia
soddisfatto di lui) teneva presso di sé; coloro che recitavano il Corano erano
membri del consiglio di °Umar (Allah sia soddisfatto di lui), il cui organo
consultivo comprendeva sia persone mature che giovani. °Uyayna chiese al
figlio di suo fratello: "Figlio di mio fratello, tu hai voce in capitolo presso
questo principe, chiedi il permesso di un'udienza per me". Chiese il permesso,
ed °Umar diede l'assenso. E quando entrò al suo cospetto, °Uyayna disse:
"Ebbene, o figlio di Al-Khattâb, per Allah, mica ci dai granché, e non giudichi
tra noi secondo equità". °Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) s'adirò al
punto di stare per fargli piombare sul capo un castigo; al-Hurr intervenne:
"Principe dei Credenti! Allah l'Altissimo ha detto al Suo Profeta (sallAllahu
'alayhi waSallam):
Pratica il perdono, ordina il bene, e volgi le spalle agl'ignoranti


(Corano VII. Al-A'râf, 199)
E, per Allah, °Umar non passò sopra a questo versetto, dopo averlo meditato,
ed egli era uno che si soffermava molto sul Libro di Allah l'Altissimo.
Lo ha trasmesso Al-Bukhârî.


51. Da Ibn Mas°ûd – che Allah sia soddisfatto di lui.
Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Dopo vi
sarà prevaricazione* , e situazioni che disapproverete". Gli fu chiesto:
"Messaggero di Allah, che cosa ci ordini al proposito?". Rispose: "Compirete il
vostro dovere, e chiederete ad Allah quello che è vostro".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


* Nda: (avara): l'atto di separarsi, portando via con sé ciò su cui altri hanno diritto


52. Da Abû Yahyâ Usayd ibn Hudayr – che Allah sia soddisfatto di lui.
Uno degli Ansâr chiese: "Messaggero di Allah, non ti servirai di me come ti sei
servito del Tale?". Rispose: "Dopo di me, sperimenterete prevaricazione;
pazientate, finché m'incontrerete all'Abbeveratoio*".
Al-Bukhârî e Muslim concordano.


* Nda: Cioè il Paradiso, nel quale sarà saziata la vostra sete di giustizia.


53. Da Abû Ibrâhîm °AbdAllah ibn Abî Awfâ – che Allah sia soddisfatto del
padre e del figlio.
In una delle giornate nelle quali incontrò il nemico, il Messaggero di Allah
(pace e benedizioni di Allah su di lui) aspettò fino a che il sole declinò, quindi
si levò in mezzo ai suoi uomini, e disse: "Uomini! Non auguratevi di incontrare
il nemico, e chiedete ad Allah la sicurezza; e quando lo incontrate, siate
pazienti, e sappiate che il Paradiso è all'ombra delle spade". Poi il Profeta
(pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Mio Dio, Che hai fatto scendere il Libro e fai correre le nubi, e metti in rotta gli eserciti, soccorrici contro di
loro".
Al- Bukhârî e Muslim concordano, e in Allah è il successo.


Da Sahih al Bukhari


Narrò al-Zubayr figlio di Adi: Andammo da Anas figlio di Malik e ci lagnammo con lui di quel che ci faceva al-Haggag. Egli rispose:
Abbiate pazienza, perché non verrà per voi nessuna epoca a cui non ne seguirà una peggiore, fino a che non vi troverete di fronte al vostro Signore. Questo l'ho sentito dal Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute.

27 marzo 2011

Non c’è notte che all’alba
non ceda alla luce, obbediente,
non c’è pena che alfin
non si sciolga, nel cuore fervente.
La speranza è costante splendente
...che in Allah non c’è delusione
per il servo paziente,
né amarezza per nessun credente.

di Hamza Roberto Piccardo

29 dicembre 2010

“Che Allah sia soddisfatto di te, padre!”

Una breve storia non immaginaria, vera.

"La lode spetta ad Allah, e siano la pace e la benedizione sui servi che Lui sceglie.

Scrivo con le lacrime agli occhi; di tristezza o di gioia? Non lo so. Che Allah mi aiuti!
Ecco qui la breve storia della morte di mio padre.

Per molto tempo, mio padre ha sofferto di una malattia al cuore; la malattia man mano si fece più acuta. Cominciò poi a soffrire di un altro male che gli affliggeva la milza, poi ebbe un cancro al fegato. Uno shock!
Malgrado i medici gli impedissero di fare le preghiere in moschea, lui insisteva per andarci cinque volte al giorno, perfino per quella del fajr (l'alba).

Per sette mesi lo abbiamo ripetutamente accompagnato dall’ospedale a casa, tanto che chi lavorava all'ospedale si era ormai abituato a vederci andare e venire.
Durante quel periodo, mio padre era molto vicino ad Allah. Meraviglioso...
Il coma lo colpiva di tanto in tanto. E' stato uno dei periodi più difficili. O Allah...  Come eri paziente, ma soddisfatto, padre mio!
Per Allah, non ho mai visto un uomo simile.

E’ il momento di dire il motivo per cui sto scrivendo questa storia. E’ un messaggio che voglio indirizzare al mio cuore indurito e a coloro che amo in Allah; ad ogni fratello e ad ogni sorella.

Durante l’ultimo periodo, mio padre persisteva nel fare il dhikr (il ricordo di Allah, attraverso la lettura del Corano o la recitazione di formule specifiche insegnate dal Profeta Muhammed, pace e benedizioni su di lui), le cinque preghiere quotidiane e quella supererogatoria della notte. Poi, durante i suoi mancamenti, recitava versetti del Corano, oppure continuava a fare il dhikr.

Per Allah, mi dicevo che la perdita di coscienza colpiva me e non lui. Domandava sempre: ”Quale preghiera devo fare?”. Gloria ad Allah!
Il giorno 28 del mese islamico di Ramadan, circa un’ora prima di rompere il digiuno, insistette sul voler racimolare molti, molti soldi da distribuire ai poveri. Sebbene il momento non fosse adeguato, come gli avevo ricordato, fu facile distribuirli. Sia esaltato Allah.
Per sei mesi, gli ho rammentato che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allah protegge colui che muore di venerdì dalla tortura della tomba” (Sahih El Jamea; 5773)
Di conseguenza sperava che accadesse ciò e mi diceva: “Morirò di venerdì”.

Cominciava a raccomandarsi e ad insistere di preparare il sudario. Dopo averlo preparato, la sera di quel giorno, lo accompagnammo all’ospedale. Nella camera n.409, reparto medicina interna, Tanta (Egitto), il lieto fine cominciava ad apparire.
La malattia si fece sempre più acuta; mio padre non poteva girarsi né a destra né a sinistra. Non poteva più muoversi...
Giuro su Allah, sentivo il mio cuore spezzarsi. Ma niente cambiava.

Tempo addietro io e lui ascoltavamo assieme le parole di Sheikh Mohammad Hassan, soprattutto le lezioni che parlavano dell’afflizione. Amava molto questo Shaikh, che è come se mi avesse allevato ed insegnato a trattare bene mio padre.
Chiedeva sempre di ascoltare il Corano. Quando lo accompagnammo nella camera di terapia intensiva, era molto arrabbiato perchè gli mancava... Dopo aver chiesto il permesso ad un'infermiera, gli  portammo una piccola radio.
Gli facevo ripetere il dhikr, uno per uno. Poi, Allah mi fece ricordare di fare lo stesso usando delle lezioni preparate dal dott. Hazem Shoman che contenevano altre varietà di dhikr.
Un meraviglioso ricordo: una sera, gli feci ripetere “Subhana Allah wa Bihamdih subhana Allah el Athiim’ (la gloria e la lode siamo ad Allah, sia esaltato Allah l'Altissimo) e poi uscii a comperare la cena in un ristorante vicino all’ospedale. Dopo essere ritornato, trovai tutti i degenti che stavano ripetendo questo dhikr. Gli dissi sorridendo: “Stai anche facendo dawah (spiegare l'Islam alle persone)?”. Sia esaltato il Re (uno dei Nomi di Allah, gloria a Lui). Una volta, riprese conoscenza chiedendomi di ripetere nuovamente quel dhikr, poi rientrò di nuovo in coma.

Prima di accompagnarlo in terapia intensiva, mi chiese di domandare al dott. Abd el Rahman el Sawi di pregare per lui. Amava molto questo sapiente. Quando gli dissi che mi ero messo d’accordo con lo Sheikh per andare a fargli visita, era contento al punto da non poterci credere. In quel momento il caro Sheikh era però in Arabia Saudita, ma non lo dissi a mio padre per non deluderlo.
Nuovamente si stava domandando: “Quale preghiera devo fare?”
Un giorno, dopo che io avevo fatto la preghiera “Fajr”, gli chiesi: “Vuoi fare la preghiera?”.
Mi rispose meravigliato: “Se voglio fare la preghiera (il dono) del fajr? Le due prosternazioni migliori di tutto ciò che è bene nella vita?”

Giuro su Allah, questo fa piangere. O Allah... Come sono svogliato!

Un giorno mentre rassettavo il suo vestito, mi baciò improvvisamente le mani. Io baciai la sua testa, e, come al solito, si rifiutò di farmi baciare le sue mani.
Le ultime parole che mi disse furono: “Che Allah ti renda buono, vai a dormire un po'! Vai!”.
Mentre stava facendo la preghiera del tahajud, perse conoscenza. La sua adorazione  non era perfetta. Ma Allah non pretende dai malati.

Un venerdì precedente (il giorno 13 del mese islamico di Shawwal), ero andato alla moschea per fare la preghiera del Venerdì a Tanta - el Gharbia; l’imam quel giorno era Mohammed Hassan, il nostro caro Sheikh. Per aspettarlo, rientrai in ritardo all’ospedale.
Dopo averlo raggiunto, l’infermiera voleva impedirmi di entrare nella camera di mio padre. Insistevo, ma invano! Sia esaltato Allah; Allah predestina tutto.
Il suocero di mia sorella lo aveva visto prima del mio arrivo. Le ultime parole che mio padre gli disse furono: “Quale preghiera devo fare?” Gli rispose: ”Fai la preghiera del dhohr (del mezzogiorno)! Abbiamo appena fatto quella del Venerdì.” Mio padre gli chiese meravigliato: “Dhohr?”
-“Sì”.
-“La farò?”.
-“Sì”.

Successivamente perse nuovamente conoscenza. Erano quasi le cinque meno dieci, Allah mi fece rientrare tardi in camera sua. Come ti amavo, padre mio!
Era il tempo dell’agonia. Questa è una verità che io e la maggior parte della gente omettiamo. Vivere questi momenti è davvero diverso dal leggerli nei libri. Non posso dimenticare quella scena.
Mentre gli stavo facendo ripetere il dhikr, giunse il momento di dire “La ilaha illa Allah” (non c'è dio all'infuori di Allah – frase che si pronuncia normalmente durante il dhikr ma che è raccomandato dire anche sul letto di morte, perchè chi la pronuncia per ultima, è certo che vada in Paradiso). Tentai di fargli pronunciare la frase, fallendo. Poi, cominciai a ripeterla molte volte.

Vedendo mio padre addormentato sul lato destro seguendo l'insegnamento del Profeta (pace e benedizioni su di lui), invocai Allah: “Che Allah lo faccia morire prima del tramonto”, cioè durante il Venerdì, come lui sperava.

Dopo alcuni minuti, con un sorriso, disse quella frase con semplicità. La ripeté anche successivamente, dopo che mia madre era entrata nella stanza e glielo aveva fatto pronunciare. Avevo infatti chiesto a mia madre di non dire niente tranne questo dhikr. Alle cinque di sera, mentre mi avvicinavo alla porta della camera, la calamità avvenne. Allah ha chiamato così la morte, nel Corano.

Mio padre morì, ma la sua morte ha fatto svegliare molti (dalla negligenza). Il venerdì, come sperava, morì. Allah ci aiutò a compiere tutti i riti necessari. Che meraviglia!
Dopo aver saputo che il dott. Abd el Rahman era arrivato dall'Arabia, gli diedi la notizia. Poi egli pregò per lui, come desiderava mio padre.

Successivamente giunse un momento di felicità. Era il momento di lavarlo (prima della sepoltura, come il rito islamico prevede). Io e gli Sheikh presenti ci accorgemmo che era leggero come una piuma. Lo spostavamo con facilità, a destra e a sinistra. Era molto pulito. Alla fine, aprì la bocca, sorridendo... Era il momento di sorridere...

Tutto finì molto rapidamente. Grazie ad Allah, abbiamo fatto tutto seguendo la Sunnah (insegnamento) del Profeta (pace e benedizioni su di lui) ed evitando qualsiasi innovazione. Questa fu la raccomandazione di mio padre.
Poi, una folla intera fece la preghiera funebre. Era una vista meravigliosa.
Successivamente, venne il momento di seppellirlo. Accadde un fatto molto strano; mentre lo calavamo nella tomba, il sudario cominciò ad aprirsi a poco a poco, senza che nessuno lo avesse toccato. Sembrava avesse fretta... Dissi: “Sia esaltato Allah!”. Anche se avevamo atteso 18 ore prima di seppellirlo, il suo corpo non era affatto rigido.

Il giorno dopo, il cognato fece l'Omra (il pellegrinaggio minore) per lui. O Allah... Le ultime raccomandazioni che mi fece riguardavano il Corano e l'Omra... Mi raccomandò di non dimenticare di fare l'Omra dopo l'abrogazione della nuova legge che mi impediva di viaggiare, cosa che lo faceva molto arrabbiare. O Allah...

Sia esaltato Allah.
Credo di dover essere io a piangere e non mio padre, no?

Che Allah sia soddisfatto di te, o padre!

Questa è la breve storia della morte di mio padre.
Che Allah lo renda uno fra i buoni e lo riunisca con il Profeta (pace e benedizioni su di lui) nel Firdaws el Aala (il livello più alto del Paradiso; amin...)!

Vi chiedo di pregare per lui.
Che Allah ci benedica con una buona morte!

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “La buona morte è per chi ha vissuto obbedendo ad Allah, e la cattiva morte è per chi ha vissuto disobbedendo ad Allah

(Al silsila al sahiha: 283 - 1/572)

Jazakum Allahu khairan (che Allah vi doni il bene)
Vi amo in Allah!"

Questa storia è stata tratta dal sito:  www.way2allah.com
Lezione audio:  la buona pazienza
Sheikh:   Ahmad Jalal
Traduzione a cura della sorella Heba Hamdy (Jazak Allahu khairan!)